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16 ottobre 2008

Pompei diventa cantiere in attesa del Papa e del premier



La città è un grande cantiere. Lavori frenetici, pulizie che di norma o non si effettuano o si fanno con tutta tranquillità. Il sindaco D'Alessio segue tutto con grande scrupolo e ne ha ben donde perchè sono in dirittura d'arrivo due eventi straordinari: domenica mattina arriva Benedetto XVI che trascorrerà una giornata di preghiera e di incontro con i fedeli dentro e all'esterno della Basilica.
È previsto l'arrivo di ottantamila visitatori che troveranno accoglienza in una Pompei tirata a lucido ma, si spera, anche capace di smaltire senza affanni il traffico automobilistico e la sosta dei pullman turistici in arrivo da tutt'Italia.Dal Santuario agli Scavi. Il secondo evento è la visita, già due volte rinviata, del premier Silvio Berlusconi agli Scavi. A Roma, nel corso della presentazione del libro del cardinale Sepe, il ministro Bondi ha garantito che il Cavaliere verrà entro la fine di ottobre e farà annunci importanti per il futuro dell'area archeologica. Declamato l'annuncio, la fantasia si è subito messa in moto alla ricerca del probabile, anzi possibile, sponsor privato che dovrebbe accorrere al capezzale del gestore pubblico per risolvere i problemi di Pompei. La caccia a mister x, però, ha dato risultati modesti, anzi nessun risultato. Luigi Necco, portavoce del commissario Profili, è caduto dalle nuvole e ha detto che per il momento le priorità sono diverse e molto più urgenti di questa. «Domani (oggi, cioè) è previsto un incontro per scongiurare l'ipotesi di una «retrocessione» del sito di Pompei nell'elenco dei Beni europei da tutelare».Una grana nuova, quindi, che si aggiunge a quelle vecchie per le quali, com'è noto, si attende da tempo l'intervento economico del Governo e una discesa in campo del Capo dell'Esecutivo. «Berlusconi ha spostato la visita proprio per avere il tempo di studiare la situazione e fare un annuncio importante», ha affermato il ministro Bondi riferendosi ai contatti che il premier avrebbe con il nuovo mecenate. Il commissario Renato Profili, impegnato sul fronte della bonifica, pereferisce tenere i piedi ben saldi a terra: «Se sono rose fioriranno, dice, e l'apporto di un eventuale benefattore non potrà che essere accolto con entusiasmo ». Il nome, però, nessuno lo conosce. «Io non lo conosco, ma confido nella straordinaria capacità di Berlusconi di trovare soluzioni insperate ». Il pensiero, naturalmente, va al nome del miliardario americano Packard che con il suo apporto ha reso possibile la definizione di alcuni lavori alla Villa dei Papiri di Ercolano. La posta in palio, però, questa volta è molto più alta e il soprintendente Guzzo ha ricordato che per risolvere i problemi servono uno sull'altro 275 milioni di euro. «I progetti ci sono e le esigenze si conoscono, ha affermato Guzzo, ma i finanziamenti dove sono»? Si attendono risposte.

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