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14 ottobre 2010

Povertà. Acli: «Urgente il rilancio della social card»

Olivero: «Aumentare il contributo mensile fino a 133 euro, anche per gli stranieri»

«Alla luce dei dati allarmanti diffusi oggi dalla Caritas, appare sempre più urgente l'attivazione di nuove politiche di contrasto alla povertà, a partire dal rilancio della social card, lo strumento introdotto dallo stesso Governo ormai quasi due anni fa». Lo afferma il presidente nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani Andrea Olivero, che richiama la proposta avanzata dalle Acli la scorsa primavera, poi sottoposta agli uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di una "nuova social card" di importo maggiorato ed estesa a tutti i cittadini poveri, senza limiti di età né preclusioni verso gli stranieri stabilmente residenti.
«L'ampiezza del disagio sociale registrato dalla Caritas - spiega Olivero - richiede un intervento strutturale. La social card ha rappresentato, pur con tutti i suoi limiti, la prima misura nazionale contro la povertà introdotta in Italia. Ma se il Governo non decide di investire su questo strumento, accogliendo le proposte migliorative, i benefici resteranno limitati e la misura andrà esaurendo presto il suo valore, come già sta accadendo. Se non vogliamo che sia un'occasione sprecata, la social card va stabilizzata, potenziata e integrata con la partecipazione degli Enti locali e del Terzo settore».
La proposta presentata dalla Acli, elaborata da un gruppo di esperti, prevede l'aumento del contributo mensile da 40 fino a 133 euro di media, senza limiti di età e nessuna preclusione verso i cittadini stranieri stabilmente residenti, per un totale di 2milioni e 400mila potenziali destinatari. Integrazione della prestazione monetaria con i servizi alla persona gestiti dai Comuni in collaborazione con il Terzo settore. Le modifiche consentirebbero un incremento medio del 23% del reddito per le famiglie beneficiarie. La spesa prevista: 665 milioni di euro all'anno per tre anni. «Un volume di risorse contenuto - afferma il presidente delle Acli - rispetto agli abituali flussi di spesa pubblica. Una costo agevolmente sostenibile se c'è una scelta politica in questa direzione. Si avvia del resto a conclusione l'Anno europeo dedicato alla lotta alla povertà e all'esclusione sociale, e l'Italia resta l'unico Paese dell'Unione, con Ungheria e Grecia, ad essere privo di una misura universale di contrasto alla povertà assoluta».

11 marzo 2009

SOCIAL CARD: ACLI, BENE LA PROROGA AD APRILE PER GLI ARRETRATI 2008

Soddisfazione da parte delle Acli per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del ministero dell' Economia che estende al 30 aprile la proroga per ottenere gli “arretrati” della Social Card: chi presenterà la domanda entro quella data potrà vedere caricati sulla Carta anche i 120 euro di ottobre, novembre e dicembre 2008, più gli ulteriori 80 euro del bimestre gennaio-febbraio 2009. Le Acli per prime avevano avanzato una richiesta in tal senso al ministero ed erano tornate nei giorni scorsi a denunciare la mancata formalizzazione della proroga promessa, che impediva di fatto a circa 200mila persone di beneficiare dell’accredito.
Per la vicepresidente nazionale delle Acli e presidente del Caf Acli Paola Vacchina, il ministero, rinviando a fine aprile la scadenza per ottenere gli arretrati (due mesi in più rispetto alla proroga precedentemente annunciata) «ha mostrato sensibilità e disponibilità di fronte alle richieste avanzate e alle esigenze dei cittadini, che pur avendone potenzialmente diritto non hanno ancora fatto richiesta della Carta Acquisti. Speriamo in particolare che questa proroga possa dare tempo e modo di accedere alla domanda alle famiglie con figli sotto i 3 anni, che finora hanno usufruito meno di questo strumento».
Il decreto del ministero dell’Economia risolve positivamente le questioni relative agli “incapienti” e ai tempi dell’accredito sulla carta – non più nel bimestre successivo alla presentazione della domanda, ma al momento della verifica dei requisiti da parte dell’Inps. Introduce il principio della rivalutazione annuale della soglia Isee di accesso, sulla base della percentuale di incremento delle pensioni per perequazione automatica. Estende la possibilità di spesa attraverso la Carta anche nelle farmacie. Consente agli enti locali di integrare le social card con i propri versamenti. Mira a coinvolgere, infine, i Centri di assistenza fiscale sia nella fase di promozione dell’iniziativa – il lavoro fatto finora di produzione della dichiarazione Isee e di supporto alla presentazione della domanda – sia nella fase di rilascio: trasmissione della domanda direttamente all’Inps, invio della Carta alla residenza del beneficiario.
«Questi interventi – sottolinea Paola Vacchina – vanno nella direzione di un potenziamento dello strumento e di una semplificazione delle procedure. I cittadini possessori della Carta diventano soggetti titolari di agevolazioni e diritti in base ad una situazione economica conosciuta e certificata dallo Stato come precaria. Proprio per questo, nell’ottica dello sviluppo di questo strumento a beneficio di una platea più ampia di destinatari, continuiamo a chiedere al Governo di modificare i requisiti di accesso, abolendo quelli anagrafici». La proposta delle Acli è quella di utilizzare come unico requisito il reddito Isee sotto i 6000 euro, come avviene per le domande presentate per i minori sotto i 3 anni (gli over 65 devono invece soddisfare anche la condizione del reddito individuale). E di concedere la carta indipendentemente dall’età anagrafica del richiedente. Doverosa, infine, per le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, l’inclusione anche dei cittadini e delle famiglie immigrate - oggi escluse - tra i possibili beneficiari della prestazione.

26 novembre 2008

Presentata la social card

Come funziona la social card
Il ministro illustra il fnzionamento della carta


La Social card costerà a regime 450 milioni di euro l'anno (una spesa resa possibile da subito – per i mesi di ottobre/dicembre 2008 grazie ai proventi della Robin Tax che ha fruttato sino ad oggi 4 miliardi). Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti illustrando a Palazzo Chigi la Carta per gli Acquisti in una Conferenza stampa con Maurizio Sacconi. La "carta per gli acquisti” sociale prende esempio dal Food Stamps Programm americano, attuato nel 1939-1943, ma poi riavviato nel 1961 «per iniziativa del partito democratico americano, durante la presidenza Kennedy» ha tenuto a sottolineare il ministro dell'Economia. «L'accusa di chi dice che vogliamo identificare una classe sociale non è assolutamente vera», ribatte Tremonti, «La social card sarà anonima così nell'anonimato non segnerà i portatori, ma la potrà usare chiunque, anche un parente andando a fare la spesa». Per chi «La social card spetta ai cittadini ultrasessantacinquenni e alle famiglie con figli piccoli (fino a tre anni) che abbiano un reddito Isee (indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6.000 euro». Per chi ha più di 70 anni la soglia di reddito Isee che dá accesso alla carta acquisti è fino a 8.000 euro. Nel caso di più figli sotto i tre anni gli accrediti si sommano ha aggiunto Tremonti. «Secondo i nostri calcoli la platea è stimata in circa 1.300.000 soggetti». Come funziona la social card, funziona come una carta di credito normale, verra ricaricata dallo Stato ogni mese per un importo di 40 euro più gli sconti delle catene commerciali convenzionate. Chi la riceverà entro il 31 dicembre avrà già un credito di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. I negozi alimentari aggiungeranno alla quota della social card uno sconto del 5%, che in futuro potrà anche salire, ha anche spiegato Tremonti. «Si tratta di un’infrasttruttura scalabile e speriamo che presto si aggiungano le grandi catene di distribuzione». Oltre che per la spesa, ha aggiunto il ministro «La carta per gli acquisti si potrà usare per pagare le bollette Enel beneficiando delle tariffe sociali già previste ma non molto usate per una certa farraginosità dei meccanismi burocratici». Da quando il ministro ha spiegato che fino ad oggi sono state spedite 300 mila lettere ai beneficirari e che al ritmo di 150 mila lettere al giorno, grazie alla collaborazione delle Poste, si raggiungerà presto l’intera platea dei soggetti interessati che potranno fare così domanda della carta. La carta sarà distribuita tramite le Poste, l’Inps, ma, ha aggiunto Tremonti «anche i Caaf, i Patronati e gli altri operatori e soggetti della società civile che confidiamo ci aiutino nell’informazione e nella distribuzione. Il progetto è in progress e la rete si amplierà mano mano». In ogni caso, ha sottolineato il ministro, la lettera, i moduli e la spiegazione sono già reperibili sui siti del ministero dell’economia, del lavoro, delle Poste e dell’Inps.

25 novembre 2008

Bonus bebe' e social card

Bonus bebe' e social card, ecco il piano anti-crisi presentato dal governo alle parti sociali

Social card, bonus per le famiglie meno abbienti, proroga della detassazione degli straordinari, Iva per cassa, lieve taglio degli acconti fiscali, misure antievasione. A palazzo Chigi il Governo ha illustrato alle parti sociali il pacchetto di interventi per il rilancio dell'economia reale. Misure che saranno varate dal Consiglio dei ministri di venerdì 28 novembre.

Profit e non profit: nuove prospettive per il turismo sociale

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