Un blog per uno scambio di idee sulla politica del turismo. Uno spazio per poter parlare,discutere e confrontarsi sui temi di politica sociale,cultura,ambiente,sviluppo sostenibile e comunicazione,attraverso esperienze personali e nuove proposte.
Translate
26 febbraio 2012
Servizio civile 2013
18 ottobre 2011
Rush finale per il servizio civile
La presentazione delle domande fino al 21 ottobre. Per i lettori una selezione degli enti disponibiliUltimi giorni per il partecipare al bando sul servizio civile 2011. La scadenza per poter inviare le domande è fissata al 21 ottobre 2011, alle ore 14:00. Chi è interessato deve inviare la richiesta all'associazione direttamente, la quale informerà i candidati sul processo di selezione. L'età minima è 18 anni, quella massima, è fissata al compimento dei 29 anni, vale a dire possono presentare domanda tutti i giovani che hanno compiuto 28 anni e 364 giorni. Ai volontari spetta un compenso di 14,46 euro netti giornalieri, per un totale 433,80 euro netti mensili
11 novembre 2010
CAMPANIA: CALDORO, AZIONI SOLIDARIETA' SOCIALE E INTEGRAZIONE

SOSTEGNO ALLE VITTIME ED AGLI AMMALATI. Concesso un contributo di 30 mila euro ai familiari delle vittime del crollo della palazzina di Afragola (Legge Regionale 10); Assegnati 395 mila euro per attivita' di animazione, formazione e informazione nei reparti degli ospedali per bambini, per malati inguaribili e per lungodegenti; Assegnati 395 mila euro per l'inclusione sociale di persone affette da autismo.
IL SERVIZIO CIVILE. Approvata la graduatoria dei progetti degli Enti iscritti all'Albo Regionale per il Servizio Civile e per l'impiego di oltre 1.000 volontari.
I SERVIZI ALLA PERSONA. Finanziata con 400 mila euro la fornitura di supporti e assistenza didattica agli alunni con disabilita'a' visiva per l'anno scolastico 2010-2011; Avviato il 'servizio Ponte' regionale per il superamento delle barriere comunicative dei cittadini con disabilita' uditiva.
IL SOCIALE IN RETE. Rilanciato il piano 'Campania sociale digitale' per la realizzazione del Sistema Informativo Sociale, previsto dalla Legge regionale n. 11 del 2007.
LE AZIONI DI INTEGRAZIONE. Integrati, per gli immigrati coniugati, le politiche di sicurezza rivolte alle vittime dello sfruttamento criminale e i percorsi di inserimento sociale (Progetto 'Fuori Tratta', realizzato d'intesa con il Dipartimento delle Pari Opportunita' della Presidenza del Consiglio dei Ministri); Attivati molteplici interventi in Sud America, Usa e Canada per la conoscenza della lingua italiana e della gastronomia campana e per gli scambi culturali, nell'ambito del progetto 'Campani nel Mondo 2011-2013'
15 luglio 2010
Luigi Bobba racconta i suoi primi quattro anni da onorevole
Luigi Bobba, da presidente delle Acli a deputato di opposizione e vice presidente della commissione Lavoro alla Camera.proponderante, il rischio è quello di chiudersiin un orizzonte asfittico
Dal non profit mi aspetto qualche scelta innovativa, come quando Banca Etica varò Etica sgr. Ci furono discussioni furibonde, perché si andava sul mercato azionario...
MICA TUTTO È CASTA. LA POLITICA SECONDO GIGI
E’dura starsene a 687 chilometri da casa, fare un mestiere che oggi non si sa più bene in cosa consista e avere addosso l’occhio un po’ perplesso persino delle persone che ti vogliono più bene.
Incontriamo Gigi Bobba quattro anni dopo il grande passo che lo aveva portato dalla presidenza delle Acli alla discesa in politica. Quattro anni in cui ha potuto sperimentare l’ebrezza di essere maggioranza e la depressione di ritrovarsi marginale minoranza. Ma lo sguardo di Bobba è sempre lo stesso, uguale la dedizione professionale con cui durante l’intervista tiene sotto controllo il cellulare per vedere se arriva l’annuncio di inizio votazioni. È uno dei peones. Non se lo nasconde e non se ne fa problema. Ammette in tutta sincerità che la sua vita tra l’essere stato maggioranza ed essere stato ridotto ad opposizione, non è cambiata molto. «Mica mi nascondo. I margini di azione per uno come me erano molto limitati anche nella breve stagione dell’ultimo Prodi. Lì c’erano i gruppetti, decisivi in una maggioranza complicata, che contrattavano per loro. E finiva lì. Oggi la stessa esperienza la vivono tanti miei colleghi dei partiti vincitori. Sono governi che guidano l’azione legislativa in modo molto rigido; questo di Berlusconi quasi al limite del parossismo, come si vede dal ricorso ai dl e alle fiducie».
VITA: Non è penalizzante per uno come lei, con la storia che ha alle spalle?
LUIGI BOBBA: La politica chiede pazienza. Ad esempio, la funzione principale che un gruppo di opposizione svolge è quella di “sindacato di controllo”. Lavoriamo con interpellanze, interrogazioni, mozioni. Poi ci sono buoni margini di azione soprattutto nellavoro bipartisan. L’Intergruppo per la Sussidiarietà funziona, è un ambito in cui si riesce ad essere operativi. Comunque la parte più bella della politica, devo ammetterlo, non è qui.
VITA: E dov’è?
BOBBA: È sul territorio.
Lì il lavoro politico ti obbliga ad esser magari meno approfondito ma ti allarga l’orizzonte.
Devi occuparti di tanti ambiti che sarebbero stati fuori dalla tua traiettoria. Devi guardare in faccia tutti: è una rivincita della realtà, che ti riempie di stimoli e ti dà le ragioni per fare quello che sto facendo.
VITA: Ma anche sul territorio i grattacapi non mancano. La Lega si è presa addirittura la sua Regione, il Piemonte. Come la mettiamo?
BOBBA: In effetti al mio paese, Cigliano, in provincia di Vercelli, Bossi ha preso i due terzi dei voti del Pd. E lì il Carroccio non esiste come presenza politica. Hanno preso voti come una forza di opinione.
Il radicamento della Lega nei turritori forse è un fattore un po’ troppo mitizzato.
VITA: Intanto però si muove con disinvoltura su tutti i fronti: la sua proposta di un servizio civile regionale ha incontrato consensi anche nel non profit…
BOBBA: È vero. Ma sull’argomento vorrei precisare una cosa. Si guarda al servizio civile in una prospettiva sempre più riduttiva, dimenticando qual è stata l’idea di partenza: il dovere costituzionale della leva non è stato cancellato, è stato sospeso. Invece il servizio civile è via via diventato una delle leve del welfare perdendo l’aspetto di costruzione di una coscienza nazionale. Certo è più facile andare sulla strada attuale, ma se si rinuncia a questo elemento sfidante è logico che vincano poi i particolarismi.
VITA: Ha in mente l’idea del servizio civile obbligatorio?
BOBBA: Perché rinunciarci a questa idea? Sarebbe opportuno che tutti i giovani, maschi e femmine, facessero tre o quattro mesi di servizio civile obbligatorio e, invece, il servizio civile volontario – della durata di un anno- fosse riservato a chi vuole fare un’esperienza nel Sud del mondo. Non possiamo continuare a imporre paletti per la concessione della cittadinanza ai nuovi arrivati e non chiederci se i nostri giovani fanno davveropercorsi di cittadinanza. Il servizio civile è strumento prezioso per questo.
VITA: Anche il mondo associazionistico sembra sempre più assorbito dalla dimensione del territorio. Cresce il volontariato della protezione civile e del soccorso. Come guarda a questo fenomeno?
BOBBA: Va bene, purché si abbia una cultura aperta. Se l’identità diventa l’unica elemento sorgivo dell’azione volontaria e la divisa diventa troppo proponderante, si rischia di chiudersi in un orizzonte asfittico. Il volontariato di territorio è una risposta a uno spaesamento visibile: negarlo è roba da salottieri. Invece si deve fare lo sforzo di interpretare queste forme e offrire sia una prospettiva culturale, sia una vita concreta. Perché alla fine c’è sempre bisogno che qualcosa si esprima in vita concreta. Gli alpini in questo sono un esempio.
VITA: In che senso?
BOBBA: È l’unico corpo militare che sia stato capace di trasformarsi in corpo civile.
L’associazione nazionale è una grande realtà che fa leva su due fattori: i rapporti di territorialità, favoriti dai criteri usati per l’arruolamento, e lo spirito di corpo. Nell’associazione quelli che erano i doveri verso la patria si sono trasformati in impegno verso la comunità. C’è un orizzonte in cui tutti i riconoscono e che si traduce anche in vita concreta, nelle emergenzeo nella risposta ai bisogni. Ad esempio gli alpini oggi sono una delle colonne del Banco Alimentare.
VITA: Nel suo passato c’è stata la lunga esperienza nelle Acli culminata nella presidenza. Come le appare oggi il mondo da cui proviene?
BOBBA: Vedo prevalere una certa diffidenza quando non indifferenza nei confronti della politica. È più che comprensibile. Ma mi chiedo se non sia venuto il momento di non avere paura della politica, senza ovviamente intaccare il tema dell’autonomia delle forme associative. Vedrei bene un reinvestimento nella politica, pensata come catalizzatore di energie, in particolare nelle amministrazioni locali. Nella dimensione comunale la dimensione politica e associativa si interconnettono e arricchiscono reciprocamente.
VITA: E al di là del rapporto con la politica, cosa si aspetta dal non profit italiano?
BOBBA: Mi aspetto qualche scelta innovativa e coraggiosa, come quella di cui fui testimone quando Banca Etica decise di varare Etica sgr. Ci furono discussioni furibonde, perché si andava sul mercato dei titoli. Avevamo scelto un’agenzia di rating, Ethibel, che ai criteri negativi affiancava anche quelli positivi.
Era un’idea economica non solo difensiva, che accettava la contaminazione pur di incidere di più.
VITA: Un’ultima domanda. Sinceramente, le gusta ancora la politica?
BOBBA: Sì. Mi piace questo lavoro di sintesi che la politica comporta. Sintesi di storie e interessi diversi. Certo, poi ci si sente un po’ orfani del mondo da cui si viene. Ma la passione di credere in qualcosa in cui nessuno crede più, mi viene da lì…
08 luglio 2009
Servizio civile, presentata la relazione al Parlamento
La presente relazione al Parlamento, predisposta come di consueto dall'Ufficio nazionale per il servizio civile ai sensi dell'articolo 20 della legge 8 luglio 1998, n. 230, si riferisce alle attività poste in essere nel 2008, anno nel corso del quale ho nuovamente assunto la responsabilità politica in materia di servizio civile. Pur essendo la mia azione intervenuta in una situazione di crescente difficoltà stante le restrizioni finanziarie di cui dirò subito dopo, desidero anzitutto esprimere la mia sincera soddisfazione per la solida crescita, sia culturale che di prospettiva, che il servizio civile sta maturando.E' innegabile che nella percezione della opinione pubblica il servizio civile abbia ormai guadagnato una sua precisa connotazione di rilievo, associando i valori della solidarietà a quelli della difesa della patria. Ho già accennato però alle ristrettezze finanziarie che hanno caratterizzato le attività del servizio civile. Il 2008 è stato infatti l'anno in cui, per la prima volta dal 2001, le risorse stanziate per l'attuazione degli interventi di servizio civile sono state ridotte a seguito dell'accantonamento dell'11% previsto dalla legge finanziaria 2007. La situazione finanziaria, oltre ai tagli di bilancio, risultava aggravata anche da un indebitamento per contributi previdenziali da versare all'INPS. Tale situazione avrebbe condotto ad una contrazione assai significativa del numero dei giovani avviabili al servizio civile. Le risorse realisticamente disponibili sarebbero state infatti appena sufficienti a garantire la copertura degli assegni da corrispondere ai giovani già avviati al servizio e non consentivano di pianificare un contingente minimo di volontari per gli anni successivi. Uno dei primi impegni affrontati dal Governo ha riguardato pertanto l'eliminazione degli oneri previdenziali posti a carico del Fondo nazionale per il servizio civile, per liberare risorse aggiuntive per l'avvio dei volontari.Nonostante la congiuntura economica, l'azione di governo ha quindi consentito di arginare la complessa situazione ereditata. Ritengo però che, affinché gli sforzi profusi possano dare nel futuro i loro massimi risultati, sia necessario mettere in campo alcune incisive iniziative per gli anni a venire.La relazione descrive le proposte allo studio, che si prefiggono di intervenire sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello finanziario. Quanto al primo aspetto, l'obiettivo è quello di improntare sempre di più il servizio civile nazionale secondo criteri che educhino i giovani allo spirito di servizio e alla cittadinanza attiva; ciò anche creando maggiore flessibilità nelle modalità di prestazione tali da agevolare la partecipazione più ampia possibile di giovani che condividano tale aspirazione. Sotto il profilo finanziario, occorre prendere atto che il ruolo che le Regioni reclamano nella gestione del servizio civile nazionale non può prescindere dal loro contributo economico. Essenziale anche il contributo degli enti in una prospettiva che cerchi di massimizzare la complementarietà tra le rispettive risorse. Sono queste le principali linee guida sulle quali si sta muovendo il percorso di revisione normativa e organizzativa del servizio civile nazionale che, grazie anche alla partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti, potrà raggiungere una profondità tale da assumere i connotati di una vera e propria riforma dell'istituto.
02 aprile 2009
Il servizio civile e le politiche giovanili europee
“Il Servizio Civile e Le Politiche Giovanili Europee”, è il tema del convegno organizzato dalle ACLI di Puglia e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio Nazionale per il Servizio Civile- per sabato 4 aprile con inizio alle 16.30 presso la sala Rossa del castello Svevo a Barletta. “il servizio civile,- sottolinea Gianluca Budano Presidente Regionale delle Acli di Puglia - rappresenta un grande impegno dei giovani del nostro Paese da valorizzare come esperienza di cittadinanza attiva al servizio di sé stessi e della comunità; infatti –continua Budano – è una risposta concreta all’emergenza educativa che vive la società che ci circonda, in quanto educa le giovani generazioni al servizio e alle relazioni umane, educa a non sentirsi e non far sentire soli, oltre a far beneficiare i cittadini del nostro Paese di servizi di alta utilità sociale che altrimenti difficilmente vedrebbero la luce”; per questo oltre ad essere un grande impegno dei giovani del nostro Paese, rappresenta anche un grande valore per lo stesso, da valorizzare anche in sede europea, per costruire quella società europea, ad oggi ancora troppo basata sulla sola economia degli Stati membri”Al Convegno, introdotto e moderato dal Presidente Regionale delle ACLI Puglia Gianluca Budano, parteciperanno: l’On. Leonzio Borea (Direttore Ufficio Nazionale per il Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri); Damiano Bettoni (Direttore generale Patronato ACLI); Antonio Comitangelo (Consigliere Sottosegretario di Stato con delega al servizio civile Sen. Carlo Giovanardi), Giuseppe Failla (Segretario nazionale dei Giovani delle ACLI), Vittoria Boni (Responsabile nazionale servizio civile ACLI). Porterà il saluto della Giunta Regionale, l’Assessore con delega al servizio civile Guglielmo Minervini.Al Convegno sono invitati tutti i giovani in servizio civile della Regione Puglia. 27 novembre 2008
Servizio Civile. Nel 2009 ci saranno 30 mila giovani
Potrebbe arrivare nel 2009, ed essere operativa nel 2010, la nuova legge sul servizio civile. L’annuncio è del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che ha spiegato come già nel 2009 in Italia si potranno avviare al servizio circa 30mila giovani, facendo fronte all'impegno finanziario con la disponibilità dei soldi già stanziati in bilancio e di quelli che si andranno a recuperare con un emendamento che modifica il sistema previdenziale dei volontari. Per Giovanardi negli ultimi due anni c’è stata una programmazione sbagliata e l'accettazione di oneri impropri e inutili per i volontari che con il ridimensionamento dei fondi hanno reso problematica la gestione di una realtà come quella del Servizio civile nazionale che per il sottosegretario dovrà essere rivisitata.In cantiere anche la riscrittura della legge (l’obiettivo è quello di arrivare alla nuova normativa nel 2009 perché sia operativa nell’anno successivo). A riscrivere la norma ci saranno con Giovanardi Regioni, comuni ed enti del volontariato che si confrontano su punti di riforma condivisi come un rapporto più costruttivo fra Stato e Regioni, il superamento dello squilibrio regionale fra il Sud e il Nord del Paese (il 33% dei volontari viene dalle regioni meridionali e in particolare da Sicilia e Campania), una maggiore flessibilità negli orari di impiego dei volontari. Si pensa anche a una compartecipazione degli enti ai costi del servizio, specialmente quando attingono ad un grande numero di volontari.