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Visualizzazione post con etichetta volontariato. Mostra tutti i post
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23 marzo 2015

Il Presidente Nazionale del Centro Turistico Acli, Pino Vitale, sostiene ‪#ail in favore della ricerca contro leucemia e mieloma, acquistando l'uovo pasquale presso il Circolo Acli di Casamarciano #trepiazzeuncuoresolo #leaclicisono

26 febbraio 2012

Servizio civile 2013

Se non ci saranno nuove risorse, nel 2013 il Servizio civile non si farà. Questo in estrema sintesi il messaggio recapitato dal ministro con delega al servizio civile Andrea Riccardi, intervenuto sulla questione in risposta a due interrogazioni urgenti in Commissione affari costituzionali. «Attualmente, nonostante il vivo interesse, non appare possibile adottare alcuna altra misura organizzativa per modificare i tempi di avvio dei volontari», ha specificato il ministro rispetto ai ritardi degli avviamenti per l’anno in corso. Poi la doccia fredda: «A causa della sfavorevole congiuntura economica per il 2012 non sarà possibile garantire le presentazione dei progetti di servizio civile da parte degli enti e di conseguenza, non potrà essere avviato alcun volontario nel 2013».

14 novembre 2010

5 PER MILLE

Sussidiarietà, addio
La legge di stabilità stanzia solo 100 milioni (al posto dei 400 previsti)


Ci risiamo. Per l'ennesima volta il documento di programmazione economica, la legge di stabilità, non solo non stabilizza il 5 per mille, ma lo riduce ai minimi termini, stanziando solo 100 milioni (al posto dei 400 previsti). Un duro colpo al non profit, una scelta chissà quanto responsabile.

Le reazioni del volontariato
Con buona pace di un un esponente del governo che qualche giorno fa ha mandato a dire ai tecnici dell'Economia, «voi i soldi non dovete tagliarli, dovete trovarli», la missione di Giulio Tremonti continua a essere quella di centellinare le risorse, tenendo a bada i conti pubblici e facendo sì che la spesa non esploda. Una missione che gli riesce e per realizzare la quale non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno al sé stesso di ieri, a quel Giulio che alcuni anni fa inventò appunto quel 5 per mille che oggi sta quasi per essere cancellato. La legge di stabilità infatti stanzia solamente 100 milioni (erano, nelle previsioni 400). Immancabili le reazioni. A cominciare da quelle dei diretti interessati.
«Al volontariato vanno solo le briciole» è il titolo non paludato di un comunicato del CsvNet, il coordinamento dei Csv. «Ancora una volta il governo, dopo averlo dimenticato nella proposta di Finanziaria, decide di inserire la misura del 5 per mille nel Maxiemendamento, dimezzando i fondi a disposizione». Nella nota, il presidente di CsvNet, Marco Granelli, esprime «grande sconcerto» e aggiunge: «è scandaloso, afferma Marco Granelli, proporre all’ultimo momento il 5 per mille in Finanziaria riducendolo oltretutto a un quarto delle risorse elargite nel 2008. Il tempo passa e le risorse diminuiscono proprio quando c'è più bisogno». Altro che parlare di Big society, insomma. Occorre piuttosto metterla in pratica. «Giocare al ribasso», conclude Granelli, «significa prendersi gioco dei principi.Serve una soluzione politica a questa questione: per questo chiediamo ancora una volta una normativa che stabilizzi una volta per tutte il 5 per mille».

Addio sussidiarietà fiscale?
Anche i politici più accorti prendono però le distanze dalla decisione di Tremonti e parlano di duro colpo al non profit, di scelta irresponsabile. Così non usa mezzi termini Luigi Bobba, deputato del Pd e vicepresidente della Commissione Lavoro che in un comunicato annuncia: «dopo aver ridotto i fondi statali per le politiche di carattere sociale, da 1.472 milioni di euro del 2010 a 349 per il 2011, pari a - 76 % , la scure arriva anche sul 5 per mille. L’ affondo al principale strumento di sussidiarietà fiscale è storico come il crollo della Schola Armatorum di Pompei: degli 800 milioni, previsti nel maxi-emendamento al ddl stabilità, solo 100 sono destinati a finanziare il cinque per mille, anziché i 400 previsti».
Le conseguenze di tale riduzione (-75%) sono chiare: «intacca in modo pesante la possibilità di destinare effettivamente la quota prevista dalla legge per sostenere il non profit e gli enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria. È un duro colpo per le tantissime associazioni». «Si vuole eliminare» - conclude Bobba - «la più importante forma di sussidiarietà fiscale, ovvero la possibilità concreta del cittadino di destinare una quota delle tasse per finalità di interesse sociale».
Una posizione condivisa da Gian Luca Galletti (vicepresidente Udc della Camera) che parla esplicitamente di «ridicola previsione» e di «scelta irresponsabile», cui si aggiunge «la beffa per i contribuenti che, pensando di destinare i fondi all'associazione da loro prescelta, finiranno invece, a causa di una capienza così insufficiente, per finanziare lo Stato. L'esecutivo riveda subito questa scelta inaccettabile». E proprio per spingere il governo a tornare sui suoi passi, Bobba presenterà un emendamento in aula: «cercheremo tutte le possibili convergenze, anche con Futuro e libertà, ma è un'impresa difficile».

08 novembre 2008

Il nuovo servizio civile

Il sottosegretario Carlo Giovanardi illustra i cardini della riforma che sarà messa a punto nel 2009. Il 2009 sarà un anno di transizione, in vista di una riforma globale del sistema prossima ventura. Parola di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al servizio civile. Incassati i tagli (171milioni 437mila che consentiranno secondo le stime l’avviamento di meno di 20mila volontari) l’esponente azzurro ha svelato alcuni punti fermi che ispireranno il piano di rilancio del servizio civile nazionale.
Questi, per punti, gli assi portanti:
BASTA INTERVENTI SULLE EMERGENZE SOCIALI«Il Servizio civile nazionale non deve farsi carico delle emergenze sociali». E di conseguenza «per il futuro non sarà più nostra intenzione effettuare deroghe, nel senso che il progetto delle 2mila persone per Napoli scadrà quest’anno, al 31 dicembre, e non verrà rinnovato».
DIVARIO NORD-SUD DA RIDURRE«Abbiamo deciso per il 2009, in confronto con il Parlamento, di rivedere profondamente il Servizio civile nazionale proprio sulla base di un’esperienza che ha portato dopo la tutmultuosa crescita dell’istituto (187 volontari nel 2001, 46mila nel 2006) a rivedere alcuni aspetti. Per esempio un terzo dei volontari, quindi il 33%, riguarda due regioni italiane, mentre il 67% riguarda le rimanenti 18 regioni. Per dieci posti in concorso al sud vi sono trenta concorrenti, mentre per dieci posti in concorso al nord vi sono cinque concorrenti. Quindi da una parte vi è un numero esagerato, dall’altra vi è carenza».
LA CONCORRENZA DEI SERVIZI CIVILI REGIONALI«Vi sono regioni che aderiscono al Servizio civile nazionale, altre che hanno organizzato un proprio servizio civile, ad esempio con l’ausilio degli extracomunitari, che è una cosa bellissima, ma che , se sul territorio porta alla creazione di diversi servizi civili in concordanza (e non vi è concorrenza con le regioni per finanziare il servizio civile nazionale), poi è chiaro che quando l’Ente nazionale per la protezione dei sordi si lamenta che non vi sono risorse è perché le risorse vengono destinate diversamente».
ORARIO RIDOTTO A 20 ORE«Si potrebbe pensare ad una maggiore flessibilità di orario: 30 ore sono molte; al nord giovani disponibili ad impegnarsi 30 ore non ce ne sono mentre, forse, potrebbero essere disponibili a venti ore, quindi è opportuna una maggiore flessibilità.
GLI ENTI PUBBLICI DEVONO CONCORRERE ALLE SPESE«Quando un comune come quello di Roma o di Torino prende in servizio 400 o 500 volontari nel servizio civile nazionale, anche con progetti fatti bene, è evidente che il volontariato sul territorio (…) si trovano in difficoltà perché rischiamo di rimanere fuori. Allora sarebbe giusto che chi ha centinaia di volontari per un anno concorra al loro mantenimento.
IL RIMBORSO SPESA VA MANTENUTO«Faremo una riflessione anche sui circa 400 euro mensili di indennità che una parte del volontariato considera sbagliati e diseducativi, mentre io ritengo che sia giusto avere un rimborso spese per i giovani che svolgono questo servizio, vedendone la congruità rispetto al tempo che viene dedicato e studiando anche forme di part-time.

19 ottobre 2008

Luigi Bobba: “ Il 5 per mille va usato per il suo scopo”

“Parte della copertura finanziaria del decreto salva-banche, il n. 155 del 9 ottobre 2008, è garantita attraverso il fondo del 5 per mille. Pur comprendendo la necessità e l'urgenza di prevedere garanzie adeguate a difesa dei risparmiatori, si tratta dell'ennesimo inaccettabile tentativo di ridurre o cancellare un fondo alimentato attraverso la libera decisione dei cittadini, che in questo modo non viene rispettata”. Lo afferma l’On. Luigi BOBBA, Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera: “Attraverso il 5 per mille i cittadini possono decidere di sostenere associazioni ambientaliste, di volontariato, di assistenza e di ricerca che svolgono un’utile servizio per la collettività - sottolinea l’esponente piemontese del PD - Eppure si tratta di un fondo dal quale vengono spesso prelevate risorse dallo Stato per coprire poste di bilancio straordinarie. Ritengo che questi tentativi di ridurre o cancellare in modo surrettizio questo fondo siano inaccettabili. Il fondo del 5 per mille deve essere utilizzato nel rispetto della volontà dei contribuenti per finanziare l’associazionismo e il volontariato”.

Profit e non profit: nuove prospettive per il turismo sociale

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