Un blog per uno scambio di idee sulla politica del turismo. Uno spazio per poter parlare,discutere e confrontarsi sui temi di politica sociale,cultura,ambiente,sviluppo sostenibile e comunicazione,attraverso esperienze personali e nuove proposte.
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07 settembre 2010
15 luglio 2010
Luigi Bobba racconta i suoi primi quattro anni da onorevole
Luigi Bobba, da presidente delle Acli a deputato di opposizione e vice presidente della commissione Lavoro alla Camera.proponderante, il rischio è quello di chiudersiin un orizzonte asfittico
Dal non profit mi aspetto qualche scelta innovativa, come quando Banca Etica varò Etica sgr. Ci furono discussioni furibonde, perché si andava sul mercato azionario...
MICA TUTTO È CASTA. LA POLITICA SECONDO GIGI
E’dura starsene a 687 chilometri da casa, fare un mestiere che oggi non si sa più bene in cosa consista e avere addosso l’occhio un po’ perplesso persino delle persone che ti vogliono più bene.
Incontriamo Gigi Bobba quattro anni dopo il grande passo che lo aveva portato dalla presidenza delle Acli alla discesa in politica. Quattro anni in cui ha potuto sperimentare l’ebrezza di essere maggioranza e la depressione di ritrovarsi marginale minoranza. Ma lo sguardo di Bobba è sempre lo stesso, uguale la dedizione professionale con cui durante l’intervista tiene sotto controllo il cellulare per vedere se arriva l’annuncio di inizio votazioni. È uno dei peones. Non se lo nasconde e non se ne fa problema. Ammette in tutta sincerità che la sua vita tra l’essere stato maggioranza ed essere stato ridotto ad opposizione, non è cambiata molto. «Mica mi nascondo. I margini di azione per uno come me erano molto limitati anche nella breve stagione dell’ultimo Prodi. Lì c’erano i gruppetti, decisivi in una maggioranza complicata, che contrattavano per loro. E finiva lì. Oggi la stessa esperienza la vivono tanti miei colleghi dei partiti vincitori. Sono governi che guidano l’azione legislativa in modo molto rigido; questo di Berlusconi quasi al limite del parossismo, come si vede dal ricorso ai dl e alle fiducie».
VITA: Non è penalizzante per uno come lei, con la storia che ha alle spalle?
LUIGI BOBBA: La politica chiede pazienza. Ad esempio, la funzione principale che un gruppo di opposizione svolge è quella di “sindacato di controllo”. Lavoriamo con interpellanze, interrogazioni, mozioni. Poi ci sono buoni margini di azione soprattutto nellavoro bipartisan. L’Intergruppo per la Sussidiarietà funziona, è un ambito in cui si riesce ad essere operativi. Comunque la parte più bella della politica, devo ammetterlo, non è qui.
VITA: E dov’è?
BOBBA: È sul territorio.
Lì il lavoro politico ti obbliga ad esser magari meno approfondito ma ti allarga l’orizzonte.
Devi occuparti di tanti ambiti che sarebbero stati fuori dalla tua traiettoria. Devi guardare in faccia tutti: è una rivincita della realtà, che ti riempie di stimoli e ti dà le ragioni per fare quello che sto facendo.
VITA: Ma anche sul territorio i grattacapi non mancano. La Lega si è presa addirittura la sua Regione, il Piemonte. Come la mettiamo?
BOBBA: In effetti al mio paese, Cigliano, in provincia di Vercelli, Bossi ha preso i due terzi dei voti del Pd. E lì il Carroccio non esiste come presenza politica. Hanno preso voti come una forza di opinione.
Il radicamento della Lega nei turritori forse è un fattore un po’ troppo mitizzato.
VITA: Intanto però si muove con disinvoltura su tutti i fronti: la sua proposta di un servizio civile regionale ha incontrato consensi anche nel non profit…
BOBBA: È vero. Ma sull’argomento vorrei precisare una cosa. Si guarda al servizio civile in una prospettiva sempre più riduttiva, dimenticando qual è stata l’idea di partenza: il dovere costituzionale della leva non è stato cancellato, è stato sospeso. Invece il servizio civile è via via diventato una delle leve del welfare perdendo l’aspetto di costruzione di una coscienza nazionale. Certo è più facile andare sulla strada attuale, ma se si rinuncia a questo elemento sfidante è logico che vincano poi i particolarismi.
VITA: Ha in mente l’idea del servizio civile obbligatorio?
BOBBA: Perché rinunciarci a questa idea? Sarebbe opportuno che tutti i giovani, maschi e femmine, facessero tre o quattro mesi di servizio civile obbligatorio e, invece, il servizio civile volontario – della durata di un anno- fosse riservato a chi vuole fare un’esperienza nel Sud del mondo. Non possiamo continuare a imporre paletti per la concessione della cittadinanza ai nuovi arrivati e non chiederci se i nostri giovani fanno davveropercorsi di cittadinanza. Il servizio civile è strumento prezioso per questo.
VITA: Anche il mondo associazionistico sembra sempre più assorbito dalla dimensione del territorio. Cresce il volontariato della protezione civile e del soccorso. Come guarda a questo fenomeno?
BOBBA: Va bene, purché si abbia una cultura aperta. Se l’identità diventa l’unica elemento sorgivo dell’azione volontaria e la divisa diventa troppo proponderante, si rischia di chiudersi in un orizzonte asfittico. Il volontariato di territorio è una risposta a uno spaesamento visibile: negarlo è roba da salottieri. Invece si deve fare lo sforzo di interpretare queste forme e offrire sia una prospettiva culturale, sia una vita concreta. Perché alla fine c’è sempre bisogno che qualcosa si esprima in vita concreta. Gli alpini in questo sono un esempio.
VITA: In che senso?
BOBBA: È l’unico corpo militare che sia stato capace di trasformarsi in corpo civile.
L’associazione nazionale è una grande realtà che fa leva su due fattori: i rapporti di territorialità, favoriti dai criteri usati per l’arruolamento, e lo spirito di corpo. Nell’associazione quelli che erano i doveri verso la patria si sono trasformati in impegno verso la comunità. C’è un orizzonte in cui tutti i riconoscono e che si traduce anche in vita concreta, nelle emergenzeo nella risposta ai bisogni. Ad esempio gli alpini oggi sono una delle colonne del Banco Alimentare.
VITA: Nel suo passato c’è stata la lunga esperienza nelle Acli culminata nella presidenza. Come le appare oggi il mondo da cui proviene?
BOBBA: Vedo prevalere una certa diffidenza quando non indifferenza nei confronti della politica. È più che comprensibile. Ma mi chiedo se non sia venuto il momento di non avere paura della politica, senza ovviamente intaccare il tema dell’autonomia delle forme associative. Vedrei bene un reinvestimento nella politica, pensata come catalizzatore di energie, in particolare nelle amministrazioni locali. Nella dimensione comunale la dimensione politica e associativa si interconnettono e arricchiscono reciprocamente.
VITA: E al di là del rapporto con la politica, cosa si aspetta dal non profit italiano?
BOBBA: Mi aspetto qualche scelta innovativa e coraggiosa, come quella di cui fui testimone quando Banca Etica decise di varare Etica sgr. Ci furono discussioni furibonde, perché si andava sul mercato dei titoli. Avevamo scelto un’agenzia di rating, Ethibel, che ai criteri negativi affiancava anche quelli positivi.
Era un’idea economica non solo difensiva, che accettava la contaminazione pur di incidere di più.
VITA: Un’ultima domanda. Sinceramente, le gusta ancora la politica?
BOBBA: Sì. Mi piace questo lavoro di sintesi che la politica comporta. Sintesi di storie e interessi diversi. Certo, poi ci si sente un po’ orfani del mondo da cui si viene. Ma la passione di credere in qualcosa in cui nessuno crede più, mi viene da lì…
09 settembre 2009
LA RABBIA ED IL CORAGGIO - I laici cattolici e la democrazia in Italia
Roma, 24/25 settembre 2009
GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE
SALA DEGLI ATTI PARLAMENTARI “Senato della Repubblica”
Piazza della Minerva 38
ore 15,30 Apertura lavori - Cristina De Luca (PeR)
ore 16,00 I laici cattolici e la democrazia in Italia
Presentazione e commento della ricerca Ipsos
Alberto Bobbio (Caporedattore Famiglia Cristiana)
Mimmo Delle Foglie (Editorialista Avvenire)
Andrea Romano (Direttore Italia Futura)
Conduce: Donato Mosella (PeR)
ore 18,00 1° focus
Il posto di Dio nella società globale - Mons. Vincenzo Paglia (Vescovo di Terni)
Conduce: Alberto Gambino (PeR)
SALONE PIO IX “Centro Congressi Gli Archi"
Largo Santa Lucia Filippini 20
ore 20,00 Cena
ore 21,30 Vilma Mazzocco e Cristian Carrara (PeR)
Intervistano - Ettore Bernabei ed Enrico Mentana
VENERDÌ 25 SETTEMBRE
ore 09,00 2° focus
La scienza: una nuova religione? - Alessandro Giuliani (Istituto Superiore di Sanità)
Conduce: Paola Binetti (PeR)
ore 11,00 3° focus
La felicità: una sfida per l’economia? - Leonardo Becchetti (Università Tor Vergata - Roma)
Conduce: Luigi Lusi (PeR)
ore 13,00 Pranzo
ore 14,00 Un’agenda della speranza
Idee e testimonianze, progetti ed esperienze, opere ed imprese per scrivere insieme un’agenda della speranza
Francesco Belletti (Forum Associazioni Familiari)
Pina Colosimo (Dirigente Cooperativo)
Marco Guzzi (Poeta)
Luigi Mastrobuono (Capo di Gabinetto Min. Svil. Economico)
Sr. Giovanna Montagnoli (Vides)
Franco Pasquali (Retinopera)
Lucio Romano (Scienza & Vita)
Davide Rondoni (Scrittore)
Paola Saraceno (Imprenditrice agricola)
Andrea Sarubbi (PeR)
Conduce: Marco Calgaro (PeR)
ore 17,00 Conclusioni
Luigi Bobba (PeR)
14 luglio 2009
PRESENTAZIONE DELLA NUOVA ENCICLICA SOCIALE DI BENEDETTO XVI
“La nuova Enciclica di Papa Benedetto XVI è un testo di grande novità per i temi trattati. Al centro dell’attenzione viene posta la crisi globale, il legame tra questione sociale e antropologica, la necessità di nuove regole per il governo dell’economia. Inoltre, per la prima volta troviamo un riferimento diretto al ‘non profit’. Dunque, un documento rilevante che pone interrogativi seri alla politica” (Luigi Bobba)“Tra globalizzazione e dottrina sociale della Chiesa esiste un nesso molto intimo di cui potremmo precisare la radice ultima nei termini seguenti: la dottrina sociale, che si radica nel messaggio evangelico, possiede una spinta unificante per l’intero genere umano. Da un lato la globalizzazione è sempre maggiormente accolta dentro la dottrina sociale a mano a mano che si susseguono le encicliche sociali, dall’altro la dottrina sociale si globalizza sempre di più. Un aspetto senz’altro importante della dimensione di globalità della dottrina sociale della Chiesa è quello antropologico. Quella cristiana è, infatti, un’antropologia di totalità; essa getta uno sguardo su tutto l’uomo e su tutti gli uomini, non vuole dimenticare nessun aspetto della vita umana” (Mons. Giampaolo Crepaldi)“È dunque quanto mai opportuna l’insistenza della Caritas in veritate sulla necessità di attuare una governance globale, di tipo sussidiario e poliarchico. Ciò implica il rifiuto di dare vita a una sorta di superstato e l’urgenza di completare e aggiornare l’opera svolta nel 1944 a Bretton Woods quando si disegnò il nuovo ordine economico internazionale. Si tratta di affiancare all’attuale assemblea delle Nazioni unite una seconda assemblea in cui siedano i rappresentanti delle varie espressioni della società civile transnazionale; dare vita al Consiglio di sicurezza socio-economica delle Nazioni unite in appoggio a quelle di sicurezza militare; istituire una Organizzazione mondiale delle migrazioni e una Organizzazione mondiale per l’ambiente; intervenire sul Fondo monetario internazionale per affrontare il problema di una valuta globale e realizzare la riforma delle riserve monetarie globali, come è stato proposto dalla conferenza delle Nazioni unite del 23 giugno scorso”(Stefano Zamagni)
16 maggio 2009
Bobba: no al volontariato di Stato
No alla “statalizzazione” del Terzo Settore, via libera invece verso una rapida stabilizzazione del 5 per mille. La presentazione del libro Non profit (edito da La Scuola) del deputato Pd Luigi Bobba, svoltasi a Montecitorio il 13 maggio, è stata occasione di dibattito sul mondo del volontariato e di proposte future. A confronto, riuniti nella stessa tavola rotonda, illustri relatori del mondo welfare a partire dal Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi, L’On. del Pd Enrico Letta, il vice presidente della Camera Maurizio Lupi, e il portavoce del Forum Terzo Settore, Andrea Olivero.
A fare da cornice e spunto per il dibattito sono state le analisi sul no profit che emergono dall’intervista che Gabriella Meroni, giornalista di Vita, ha realizzato con Bobba. «Ben vengano iniziative di questo tipo», ha esordito il parlamentare del Pdl Lupi, «è importante evidenziare questa fetta d’Italia che, grazie alla sua eredità culturale, è in grado di autorganizzarsi. Il non profit è una realtà dominante, ha un fatturato di 38 miliardi di euro, anche se è frammentata: esistono 221 mila associazioni con oltre 4 milioni di persone». Il vice presidente della Camera ha avviato poi la discussione sul 5 per mille: «L’obiettivo di questo Governo è quello di percorrere le strade del riconoscimento legislativo in modo da arrivare alla Camera per approvare la legge di stabilizzazione». Sulla «straordinaria storia di successo» del 5 per mille è intervenuto anche il responsabile Welfare del Pd Enrico Letta. «Mi è piaciuto molto – ha detto Letta – trovare nel libro la parola “dono”. Il 5 per mille è soprattutto questo. Ma può anche avere un effetto boomerang contro le istituzioni a causa delle aspettative che si hanno». Far crescere la cultura della sussidiarietà e rafforzare gli organismi sociali è il monito arrivato dal portavoce del Forum Andrea Olivero. «Dobbiamo essere protagonisti della società – ha spiegato – non in una logica di alternativa alla politica, ma di cammino comune». A chiudere il dibattito è giunto il Ministro del Welfare Sacconi, che ha sottolineato come nel suo Libro Bianco, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri, «il Terzo Settore è protagonista». «Il testo – ha detto Sacconi – è una negazione dell’individualismo e un trionfo della dimensione comunitaria, perché alla base del testo c’è la scelta di mettere al centro la persona nelle sue proiezioni principali: la famiglia, la comunità e il territorio». All’area del sociale «grande punto di forza», il Ministro ha rimproverato però di «essere ancora troppo autoreferenziale» e ha lanciato una richiesta: «Chiedo al terzo settore di essere sempre regolatore neutrale».
Parlando del libro, gli intervenuti hanno messo in evidenza è molto di più di una mappa del non profit italiano, pur qui scandagliato nelle caratteristiche e nei numeri più significativi, nelle dinamiche di partecipazione e rappresentanza, nei suoi rapporti con la politica. Il volume infatti aiuta anche a capire quali sfide attendono oggi questa realtà dinamica, tra crisi economica, globalizzazione, povertà emergenti e bisogni sociali, senza eludere il problema delle risorse: donazioni e 5 per mille.
06 maggio 2009
Presentazione del libro NON PROFIT di LUIGI BOBBA

Conduce Piero Damosso Vice Capo Redattore TG1 SocietàIntervengono On. Enrico Letta Responsabile Welfare PD
On. Maurizio Lupi Vice Presidente della Camera dei Deputati
Andrea Olivero Portavoce Forum del Terzo Settore
Sen. Maurizio Sacconi Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
Saranno presenti gli autori On.Luigi Bobba
mercoledì 13 maggio 2009 - ore 17.30
Palazzo Montecitorio - Sala del Mappamondo
Piazza del Parlamento, 24 00186 - Roma
07 aprile 2009
VIAGGIO IN MOZAMBICO
Una delegazione composta dal presidente nazionale delle Acli Andrea
Olivero, dall’on. Luigi Bobba, dal sindaco di Cigliano Giovanni Corgnati e dal presidente dell’IPSIA-Vercelli Michele Lepora, venerdì 10 aprile partirà da Torino alla volta di Inhassoro, la cittadina del Mozambico a circa 800 km dalla capitale Maputo dove operano i missionari vercellesi don Pio Bono e Caterina Fassio e dove le ACLI hanno realizzato una scuola di
formazione professionale che è attiva dal 2004. Motivo della visita è l’inaugurazione di sei nuove aule e di un nuovo padiglione dove è stata avviata una scuola alberghiera con la collaborazione del CELIM di Milano.01 aprile 2009
Giovedì 2 aprile il convegno a Roma: - «Il diritto ad una buona vita – Disabili dite la vostra».
Vi parteciperanno, portando la loro testimonianza, diverse associazioni, fra cui FISH, ANFASS, FNATC, AISLA, ANTEA. Interverranno, per le conclusioni il sottosegretario al Welfare Roccella, il sottosegretario all’Economia Giorgetti e l’on. Livia Turco.
02 febbraio 2009
IMMIGRAZIONE: LUIGI BOBBA: "IL PD PROPONE IL VISTO DI UN ANNO PER TROVARE LAVORO".
E’ questa la proposta contenuta nel disegno di legge, primo firmatario l’On. Luigi BOBBA (PD, Vice Presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati), che si propone di modificare l’attuale legge sull’immigrazione nella parte che riguarda gli ingressi. Il provvedimento, che ha già ricevuto l’adesione di altri esponenti del PD (fra questi Cesare Damiano, Marco Calgaro, Jean Leonard Touadi, Paola Binetti) e dell’Udc (Savino Pezzotta), mira a gestire “con buon senso e concretezza” il fenomeno migratorio, ridurre la irregolarità combattere, quella ‘illegalità subita e non cercata’ da molti stranieri nonché dalle aziende e dalle famiglie italiane per via di una legislazione ‘rigida’ e poco rispondente alle esigenze del mercato del lavoro italiano.La proposta di legge prevede anche la possibilità per un immigrato che si trova già in Italia e che è già in possesso di un lavoro stabile, di convertire il permesso di soggiorno turistico in uno stabile.“Le nuove modalità di ingresso – ha spiegato l’On. Luigi BOBBA - potrebbero essere introdotte inizialmente con sperimentazione e il numero degli ingressi verrebbe detratto dalle quote del decreto flussi. Proporremo le norme contenute in questo pdl come emendamenti al provvedimento sulla sicurezza che approderà alla Camera nei prossimi giorni”.

