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Visualizzazione post con etichetta disabilità. Mostra tutti i post
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04 febbraio 2016

Porte aperte al turismo accessibile al museo di Capodimonte

Sabato 20 febbraio a Napoli al Real Museo di Capodimonte di Napoli, è in programma il 4° appuntamento con la Giornata del Turismo Accessibile: ‘Sulle tracce della collezione Farnese’, itinerario promozionale gratuito per persone disabili o con bisogni speciali.
L’iniziativa,  che ha reso il via a novembre e durerà sino ad aprile per ogni terzo weekend del mese, è promosso dall’associazione Peepul in collaborazione con il Comune di Napoli, avente partner del progetto ‘CosyForYou – Comfortable and Easyfor you’, che vedrà i prossimi appuntamenti, il 19 marzo con ‘La ricchezza della flora napoletana’ e il 16 aprile ‘Da golfo a golfo’.
L’appuntamento è alle 10 all’ingresso laterale del Museo; la visita avrà una durata di circa 2 ore e interesserà in particolar modo l’ala orientale del piano nobile, dove è ospitata la Collezione Farnese, nucleo fondante del Museo.

La visita, riservata ai visitatori disabili e ai propri accompagnatori e gruppi familiari ed amicali, prevede biglietto d’ingresso gratuito per ogni disabile ed accompagnatore, mentre eventuali ingressi aggiuntivi saranno a carico dei partecipanti, con prenotazione obbligatoria, che dovranno pervenire almeno con 24 ore d’anticipo allo svolgimento dell’evento, mediante l’invio all’indirizzo mail: direzione@peepul.it del modulo scaricabile collegandosi al sito del comune di Napoli.

19 giugno 2015

Circolo Acli Casamarciano - Presentazione del libro di Bruno Cammarota "Il Salto"

                                                                   
DALLA DISABILITA’ AL DIVERSAMENTE NORMALE
 
Domani venerdi 19 giugno alle ore 20.00, presso il Circolo Acli di Casamarciano presentazione del libro  ”IL SALTO” di Bruno Cammarota.
Parteciperanno all’incontro S.E Mons. Beniamino Palma, Vescovo di Nola, il Sindaco di Casamarciano, Avv.to Andrea Manzi, il Parroco di Casamarciano, Don Raffaele Rossi. Introduzione è affidata al Presidente delle Acli di Napoli,  Dott. Gianvincenzo Nicodemo;  intervegono il Dott. Giuseppe Vitale Presidente Nazionale del Centro Turistico Acli e l’Architetto Ciro La Femina.
Creare opportunità di incontro tra istituzioni e comunità – afferma Andrea Vitale, Presidente del Circolo Acli Giovanni Paolo II, - per confrontarsi sulla tematica della disabilità attraverso l’esperienza delle famiglie, ma, soprattutto, un momento di confronto per impegnare le istituzioni ad una più responsabile amministrazione della cosa pubblica a tutela di ogni membro della comunità diminuendo le disuguaglianze, ed impegnando la comunità affinché sia più sensibile e capace di indignarsi.
Sensibilizzazione sociale verso il tema della disabilità -  conclude Vitale - come tema e come opportunità da cogliere per aumentare il livello di civilizzazione delle comunità.
Sarà presente l’autore.



07 marzo 2012

Grande successo per la due giorni di formazione dei quadri meridionali del Centro Turistico Acli (CTA).

I partecipanti provenienti da tutte le regioni del Sud hanno investito in formazione e professionalità per una nuova stagione di impegno sociale e un turismo aperto alle fasce deboli.
“Abbiamo messo in campo una vera azione di rinnovamento – afferma Pino Vitale presidente Nazionale del CTA – in direzione dell’affermazione del diritto alla vacanza”
Presente all’incontro Pasquale Orlando segretario nazionale della FAP che ha dichiarato l’intesa con il CTA, strategica per il diritto alla vacanza di milioni di pensionati.
Fabiola Sfodera dell’Università della Sapienza di Roma, che ha affermato che circa il 70% delle vacanze vengono prenotate tramite internet e, sui 26 milioni di Italiani che navigano su Facebook, almeno 14 milioni parlano di vacanze scambiandosi notizie.
Presente al seminario, il delegato della pastorale del Turismo del Cardinale Sepe don Salvatore Fratellanza, che ha invitato gli operatori turistici presenti ad una maggiore fantasia sulle destinazioni.
In particolare don Fratellanza ha condiviso la proposta di Vitale per la costituzione di un fondo di solidarietà teso a finanziare le “vacanze popolari”. Il vice presidente nazionale CTA, Altavilla ha puntualizzato tale proposta, condividendo la scelta del CTA di impegnare parte delle quote viaggio per sostenere persone o famiglie con disabili.
“Siamo in grado di lanciare un programma autentico di turismo sociale non solo di massa, ma anche di qualità ha- concluso Vitale – garantendo una buona proposta, costi equi e compatibili, e la partecipazione ad un processo di rinnovamento del Paese, che ha bisogno di coesione e solidarietà sociale”.

05 luglio 2010

Giù le mani dai disabili

La manovra contiene una vera e propria aggressione alle persone con disabilità.

La Manovra che il Parlamento sta per approvare è la peggiore aggressione, nella storia repubblicana, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Contiene disposizioni discriminanti di dubbia costituzionalità.
La Manovra eleva a 85 la percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza. Per godere dell’assegno sono previste altre due condizioni oltre a quella sanitaria: risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95 euro. Un limite molto basso, quindi. L’importo dell’assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3.336,71 euro.
La Manovra, come emendata dal Governo, crea una illegittima disparità fra gli invalidi civili: chi ha la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 74%, avrà l’assegno mensile anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80 per cento, non ha diritto a nulla.
La Manovra fissa nuovi criteri per ottenere l’indennità di accompagnamento che sono irraggiungibili se non ci si trova in stato vegetativo. Ci saranno dei nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno.
CHIEDIAMO
1.
l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010, e dei relativi emendamenti, che prevede l’innalzamento a 85 della percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno agli invalidi parziali;
2. la cancellazione o il ritiro dell’emendamento del Governo che rivede i requisiti medico-legali per la concessione dell’indennità di accompagnamento.


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07 marzo 2010

8 marzo, i cento fiori delle donne disabili

8 marzo, diluvio di retorica, di frasi fatte, banalità, mimose all’incrocio, cene fra donne, galanterie non richieste, routine di una ricorrenza che dovrebbe ricordare un terribile incendio in una fabbrica, ma quasi nessuno lo sa o ci pensa. Non voglio aggiungere le mie banalità. Eppure penso, vedendo le immagini di Francesca Porcellato, atleta paralimpica che a 39 anni, alla vigilia dei giochi di Vancouver, è emozionata come una ragazzina e diventa rossa per i complimenti in video di Alex Del Piero, alla forza dirompente di comunicazione emotiva che le donne, anche nella disabilità, portano con sé.
Una forza che è anche tenacia di appartenenza di genere, orgoglio e consapevolezza. Consiglio a tutti, in vista dell’8 marzo, di visitare il sito della Uildm, Unione Italiana Lotta alla distrofia muscolare, perché al suo interno si trova un vero giacimento di documenti e di materiali per capire che cosa vuol dire disabilità al femminile. Il “gruppo donne” della Uildm ha dodici anni di vita, e fanno parte del coordinamento Francesca Arcadu, Annalisa Benedetti, Oriana Fioccone, Simona Lancioni, Francesca Penno, Anna Petrone, Gaia Valmarin e Marina Voudouri. Le cito tutte perché meritano davvero che sia conosciuto questo lavoro certosino, fatto di questionari, seminari, incontri, approfondimenti di tutte le tematiche più delicate e “normali”, dalla maternità alla sessualità, dal lavoro alla famiglia, dal rapporto con il corpo al trucco e alla bellezza.
E’ una storia esemplare di comunicazione parallela e sotterranea, un torrente carsico di idee e di sollecitazioni culturali che il mondo del giornalismo ignora, avendo a portata di mano storie eccezionali (le interviste recenti a due donne con distrofia che raccontano come sono diventate mamme) ma anche testimonianze di questa doppia difficoltà, perché quando si è disabili e donne si devono affrontare, nella nostra società, entrambe le condizioni di discriminazione. Lo dico non per farmi bello, come maschio progressista e benpensante (anche se forse un po’ lo sono), ma perché è vero.
E c’è un altro mondo sommerso che merita il nostro affetto, la nostra considerazione, ma soprattutto un grande rispetto: il ruolo delle donne che accudiscono, proteggono, aiutano a vivere, ogni giorno, migliaia di persone con grave disabilità, non autosufficienti, ma oggi più di qualche decennio fa, ancora in casa, nella propria dimora, nella propria famiglia, e non in una camerata di istituto. Vengono alla ribalta solo quando la cronaca si fa drammatica, o la mancanza di aiuti risulta così sfacciata da non poter essere del tutto ignorata.
Ma sono lì, tutti i giorni, tutte le notti, tutto l’anno, e non mollano mai, rinunciando molto spesso alla propria esistenza di donne libere, in grado di programmare una gita, un weekend, un giro di shopping, una sera a teatro. Sono queste donne a rappresentare in buona misura la salvezza e l’esistenza in vita per tanti, tantissimi, disabili non autosufficienti. Vorrei che almeno ci pensassimo un po’ di più, cominciando anche ad ascoltare la loro voce, i loro diritti, le loro proposte.
Ci sono poi le donne che vengono da lontano, e che ora sono qui, nel nostro Paese, lasciando nel loro cuore il dolore per una famiglia abbandonata e divisa solo per cercare di sopravvivere economicamente. Le etichettiamo come badanti, le mettiamo in regola solo dopo averle considerate clandestine, e poi ci fermiamo subito, per non lasciarci coinvolgere dalle loro vite di donne, dalle loro fragilità che non possono neppure ammettere, chiamate a risolvere i nostri problemi, a mettere le mani sui nostri cari in cambio di denaro.
Mi piacerebbe un 8 marzo dedicato alla dignità delle donne con disabilità e delle donne vicine alla disabilità. Un grazie non basta, ma è almeno il minimo che si meritano.
Felice 8 marzo, con un sorriso.
di Franco Bomprezzi

10 dicembre 2008

Sport e disabili, a Napoli poco impegno

Libro bianco sullo sport, divulgato dalla Commissione Europea l’anno passato è un dichiarato intento di utilizzare lo sport come creatore di inserimento sociale, e riafferma inoltre l'importanza della attività sportiva. Riprendendo la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita ribadisce con forza l’utilizzo delle attività sportive come mezzo di integrazione per le persone disabili . il Parlamento sollecita l'inserimento delle attività sportive e programmi nelle azioni finanziate dal Fondo Sociale Europeo allo scopo di conseguire l'inclusione sociale dei gruppi svantaggiati, in più si rafforza l’idea di rendere le strutture sportive accessibili a qualsiasi disabilità, lo sport continua ad essere un principio incoraggiante di una novità culturale verso i disabili.Purtroppo c’e sempre l’eccezione che conferma la regola, anche questa volta l’anomalia parte da Napoli,poche manifestazioni sportive sono sorte in città a favore dei disabili, con il risultato che quelle poche società, associazioni, enti e chi si vuol impegnare in questo settore viene poco agevolato, con sacrifici enormi manda avanti quel minimo che si riesce a fare. Se visitiamo il sito web del comune di Napoli, leggiamo che per il mese di ottobre e novembre non si è fatto niente, è non ce niente in programma per il mese di dicembre , l’unica nota positiva per il mese di novembre e da segnalare 1° Forum Nazionale del Turismo Sociale Per lo sviluppo sostenibile del turismo sociale in Campania tenutosi il 22 Novembre 2008 presso l' Hotel Ramada. Notizia quasi passata ignorata per molti ma no per tutti visto che su napoli.com c’era un articolo più allegato programma del forum, forse a Napoli il Libro bianco sullo sport divulgato dalla Commissione non è ancora arrivato ,sarà colpa delle poste ? non credo, ma di certo sappiamo che questa nuova cultura della Disabilità per un integrazione reale non è mai arrivata nella nostra città, non se ne vede nemmeno l’ombra .l’assessorato allo sport del comune di Napoli è ora che si impegni di più su queste tematiche che non risolveranno certamente tutti i problemi, ma di sicuro sarà un buon punto di partenza per affrontare questioni che da troppo tempo si fa finta di non vedere, Giocando s'impara, ma se non inizieremo, mai impareremo a giocare.

Profit e non profit: nuove prospettive per il turismo sociale

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