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23 aprile 2012

TURISMO: Vaticano, un diritto per tutti, sviluppare quello sociale

Il turismo non e' solo un'opportunità, ma un diritto per tutti e per questo va sviluppato il turismo sociale, in particolare quello delle famiglie, dei giovani, degli studenti, degli anziani e delle persone con disabilità. Ne è convinto il card. Antonio Maria Veglio', presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, che aprirà a Cancùn in Messico il VII Congresso mondiale di pastorale del turismo.
Bisogna cercare di rendere il turismo una ''realtà veramente umana e umanizzante'', afferma il porporato, secondo una nota del dicastero. ''La Chiesa ha già sviluppato un itinerario verso un turismo sociale autentico, sia con ampia riflessione, sia con iniziative da parte di diocesi, parrocchie e associazioni ecclesiali''.

A Cancùn il VII Congresso di pastorale del turismo

“Un miliardo di arrivi turistici”. È la cifra prevista dall’Organizzazione mondiale per il turismo nel 2012. Il dato viene rilanciato dal Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, che da lunedì a venerdì prossimi, a Cancún in Messico, celebrerà il settimo Congresso mondiale di pastorale del turismo.
Tre – informa una nota del dicastero vaticano – saranno le tematiche che impegneranno gli oltre 200 partecipanti di 40 nazioni:
il turismo nella sua visione generale,
il turismo religioso,
il turismo dei cristiani.
Grande sarà l’attenzione posta ai risvolti sociali del fenomeno, tra cui il turismo come risorsa economica e strumento per superare la povertà e la lotta a turismo sessuale.
Il turismo non è solo un’opportunità, ma un diritto per tutti” afferma il cardinale Antonio Maria Vegliò.
La Chiesa, osserva, “ha già sviluppato un itinerario verso un turismo sociale autentico” e deve quindi “potenziare le strutture già esistenti a livello diocesano e nazionale”. Questo affinché – conclude il cardinale Vegliò – “il coordinamento dei progetti e degli sforzi serva meglio all'evangelizzazione, e l’azione pastorale coinvolga sempre più i turisti, coloro che lavorano in questo settore, la comunità che accoglie e coloro che ne subiscono le conseguenze”

Profit e non profit: nuove prospettive per il turismo sociale

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