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29 aprile 2014

PELLEGRINI. IL FASCINO SPIRITUALE

 Il Papa piace più del Colosseo  -  Con Francesco turismo boom
I viaggi religiosi portano in Italia 7 milioni di visitatori e 5 miliardi l’anno - Molti turisti scelgono Roma per la presenza di Francesco
In tour per papa Bergoglio. Alla borsa del turismo parlano di «fattore anticongiunturale». In pratica: l’unica voce in crescita in un momento di crisi generalizzata. Ma per i fedeli che hanno triplicato le presenze in piazza San Pietro è semplicemente «l’effetto Francesco». Vola verso il valore record di 5 miliardi di dollari il giro d’affari del turismo religioso in Italia nel 2014 sotto la spinta dell’attrazione esercitata dal papa argentino. Un’indagine commissionata dalla Coldiretti in occasione della canonizzazione di Wojtyla e Roncalli rivela che Roma è la meta nazionale preferita dai pellegrini. In media la città eterna può contare su sette milioni di presenze all’anno, secondo la «World Tourism Organization». 
In Italia papa Bergoglio traina pure le altre destinazioni religiose: santuari mariani come Loreto e Caravaggio, cittadelle francescane come Assisi e San Giovanni Rotondo. La fede come bene rifugio. «Le cifre che abbiamo sui partecipanti alle udienze e alle celebrazioni religiose registrano un importante aumento - osserva il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi - I dati sulla frequenza e la provenienza dei pellegrini attestano che è notevolmente cresciuta anche la circolazione, non solo italiana, dei gruppi. Arrivano comitive e persone da tutte le parti del mondo». Insomma, si tratta di un «flusso universale di gente di varie nazionalità», con una «rotazione molto ampia», evidenzia padre Lombardi. L’Ente bilaterale del turismo del Lazio conferma il trend di crescita. Se molti europei, come francesi e tedeschi, ma anche giapponesi e cinesi preferiscono alloggiare nel cuore della città eterna, chi viene dal Sudamerica sceglie le strutture dell’hinterland di Roma. Anche le richieste per i permessi dei bus sono schizzate alle stelle. 
Due italiani su cinque sono più propensi a visitare l’Urbe. «L’elezione di Francesco ha accresciuto l’interesse dei viaggiatori italiani nei confronti della Capitale», fotografa un sondaggio di TripAdvisor, condotto su oltre 1300 utenti della community. Il 42% degli italiani si dichiara intenzionato a visitare Roma a causa di papa Bergoglio, con una crescita del 28% nel traffico Web nelle pagine dedicate alla città eterna. Statistiche e senso comune coincidono: nelle strade intorno a piazza San Pietro il mercoledì mattina e la domenica per l’Angelus, la presenza di turisti e pellegrini è salita costantemente negli ultimi 12 mesi. 
I «viaggiatori religiosi» nel mondo sono 300-330 milioni l’anno con un fatturato annuo di 18 miliardi di dollari, con un enorme potenziale di crescita per l’Italia se si considera che tra le mete preferite del turismo religioso sparse per il globo ci sono Città del Messico, dove il santuario della Madonna di Guadalupe richiama 10 milioni di pellegrini ogni anno fino a Medjugorje, in fortissima ascesa soprattutto tra i credenti italiani e poi, Gerusalemme, Assisi, Lourdes. 
A dare un impulso decisivo al turismo religioso in Italia nel 2014 è stato proprio l’arrivo di Francesco. Il 4% dei vacanzieri presenti in Italia per i ponti primaverili ha
un «movente» di fede. Roma, Assisi, Padova. E poi Pompei, Loreto, Oropa, San Giovanni Rotondo, Cascia. Secondo l’ultima ricerca Isnart la clientela straniera costituisce il 60% del segmento turistico religioso: il 45,3% proviene dall’Europa e il 14,9% dai Paesi extraeuropei. Dallo studio emerge che il 41,4% dei turisti religiosi ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, il 44,4% si affida per l’organizzazione del viaggio al circuito dell’intermediazione, tour operator e agenzie di viaggio. Il 32,7% preferisce viaggiare in compagnia del proprio partner, il 20% sceglie un tour organizzato, il 19,7% un gruppo di amici, il 13,3% la famiglia, mentre il 9,8% viaggia da solo.   
L’identikit del turista per devozione rispecchia la sobrietà di Francesco. Il pellegrino è parsimonioso (non è «high-spender») e viaggia principalmente in bassa stagione contribuendo così alla destagionalizzazione delle destinazioni. È in corso poi un inatteso «revival» per le forme più tradizionali di turismo. Sempre più devoti tornano a percorrere a piedi gli itinerari religiosi verso le mete di culto. Il percorso storico di maggior rilievo resta il Cammino spagnolo di Santiago, ma in Italia torna in auge la via Francigena del nord, con un percorso di mille chilometri a piedi, da Aosta a Roma. Giro d’affari cui corrisponde il boom di papa Bergoglio sui mass media, come dimostrano gli otto punti in più di share% in tv della Via Crucis al Colosseo rispetto al precedente pontificato.  
29 / 04 / 14

01 aprile 2009

TURISMO SOCIALE ACCESSIBILE E SOSTENIBILE

Il comitato della WTO sullo sviluppo sostenibile del turismo ha recentemente concordato di rielaborare la definizione di turismo sostenibile che la WTO aveva pubblicato in Agenda 21 for Travel and Tourism nel 1995. Lo scopo di ciò è di poter esprimere in modo migliore i risultati che riguardano la sostenibilità del turismo, alla luce di quanto stabilito dal vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile.
La nuova definizione concettuale pone enfasi sull’equilibrio tra aspetti ambientali, sociali ed economici del turismo, la necessità di mettere in atto i principi di sostenibilità in tutti i segmenti del turismo, e si riferisce agli obiettivi del Millennium Development, specialmente per alleviare la povertà.
Le linee guida e i dettagli organizzativi dello sviluppo sostenibile del turismo sono applicabili a tutte le forme del turismo e a tutti i tipi di destinazioni, includendo il turismo di massa e i vari segmenti del turismo di nicchia.
I principi di sostenibilità fanno riferimento agli aspetti ambientali, socio-culturali ed economici dello sviluppo turistico, e un adeguato equilibrio deve essere stabilito tra queste tre dimensioni per garantire sostenibilità a lungo termine.
Inoltre il turismo sostenibile dovrebbe:
1. fare ottimo uso delle risorse ambientali che costituiscono un elemento chiave nello sviluppo turistico, mantenendo essenziali processi ecologici e aiutando a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità.
2. rispettare l’autenticità socio-culturale della comunità ospitante, conservare il patrimonio culturale e i valori tradizionali e contribuire alla comprensione e alla tolleranza inter-culturale.
3. Assicurare operazioni economiche a lungo-termine, procurare benefici socio-econiomici includendo un impiego stabile, opportunità di guadagno e servizi sociali alle comunità locali e contribuire ad alleviare la povertà.
Lo sviluppo del turismo sostenibile richiede partecipazione informata, una forte leadership politica per assicurare un’ampia adesione e stabilire il consenso.
Realizzare il turismo sostenibile è un continuo processo che richiede un costante monitoraggio degli impatti, introducendo le misure necessarie ogni volta che sia necessario.
Il turismo sostenibile dovrebbe anche mantenere un alto livello di soddisfazione turistica e assicurare al turista un’esperienza significativa, accrescendo la sua consapevolezza riguardo alla sostenibilità e alle modalità termini di promozione.

20 ottobre 2008

Onu: gente continuerà a viaggiare nonostante la crisi economica

Ci si aspetta che i turisti nel mondo diminuiscano quest'anno a causa dell'elevato prezzo della benzina, anche se il settore turismo è considerato fra i meno vulnerabili alla crisi finanziaria globale.
Francesco Frangialli, Segretario Generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO) delle Nazioni Unite, sostiene che la crisi finanziaria potrebbe provocare tagli sulle spese in viaggi e svago, ma che le persone nel mondo continueranno ancora a viaggiare.
"Siamo preoccupati, naturalmente", ha detto Frangialli ai delegati della United Federation of Travel Agents' Associations.
"Ma non entriamo in panico. L'esperienza ci insegna che il turismo è resiliente. Il bisogno di viaggiare, di andare in vacanza, è troppo forte nelle nostre società post-industriali", ha aggiunto.
"I consumatori americani ed europei stanno spendendo di meno nelle loro destinazioni", ha detto ancora Frangialli, sottolineando che si riducono le spese incidentali come i ristoranti, l'intrattenimento e le opzioni di trasporto.
"Questo ha reso popolare il soggiornare con parenti e amici in campeggi, case mobili o sistemazioni di turismo sociale".
Frangialli ha precisato che nel 2007 hanno viaggiato circa 900 milioni di persone e che ci si aspetta che questo numero superi la soglia di 1,1 miliardi nel 2010, crescendo lentamente dall'incremento del 6% nel traffico turistico registrato l'anno scorso.

Profit e non profit: nuove prospettive per il turismo sociale

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