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08 maggio 2006

LE ACLI RILANCIANO IL DIBATTITO SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE
Centro Turistico Acli Potenza: salviamo la Costituzione!

Si discute, si ascolta, si ragiona e ci si confronta al Centro Turistico Acli di Potenza non solo sui temi del viaggio e del turismo culturale e responsabile, sugli itinerari da conoscere e inventare, ma anche sui temi della politica, della cultura e del cambiamento sociale.
Si discute non in modo virtuale, come può accadere, per esempio davanti ad una trasmissione televisiva, ma con tanto di interlocutore vero ed esperto, di pubblico reale e partecipante che pone domande e riceve risposte in un ambiente informale che facilita la conversazione e accende l’attenzione.
L’ultima volta si è discusso sulla riforma costituzionale, tema complesso e impegnativo, difficilmente proponibile per un dibattito in un momento in cui la politica elettorale comprensibilmente dilaga ovunque.
Bene, se non ne discutono i partiti ne discutano le associazioni. Voglia il cielo che sia diffusamente così, sarebbe la via giusta per dare vigore alla politica e agli stessi partiti attraverso un circuito virtuoso di comunicazione tra loro e le associazioni.
È toccato ad Ennio Ielpo tenere il dibattito sulla Costituzione italiana, la sua storia, i suoi principi e il suo spirito, introdotto da Filippo Pugliese, presidente del Centro Turistico Acli e tra i promotori a Potenza del Comitato per il Referendum contro la modifica della Costituzione.
Proprio nei giorni in cui la suprema Corte di Cassazione ha validato più di un milione di firme raccolte in tutta l’Italia per il referendum, già richiesto da trecentocinquanta parlamentari e da sedici Consigli Regionali, e si prepara ad emettere il decreto di ammissibilità del Referendum, l’iniziativa del Centro Turistico Acli fa ripartire a Potenza il dibattito sulla questione che nei prossimi mesi riempirà l’agenda politica dei partiti e non solo.
Ennio Ielpo, che a Potenza è stato docente di Storia e Filosofia per molte decine di studenti, ha delineato il percorso storico ed ideale che portò i costituenti a definire la Carta Costituzionale e che ha alimentato i sessanta anni della vita democratica del Paese.
L’avvio del dibattito è stato orientato e perentorio con il riferimento alle parole pronunciate in Parlamento dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro, il 16 novembre 2005, in occasione delle votazioni per l’approvazione della legge di modifica della Costituzione “Ho sperato che non si arrivasse a questo voto, ma la volontà di approvare una riforma purchessia ha prevalso. Di fronte al voto della sola maggioranza di governo ripenso ai 556 eletti il 2 giugno1946 e all’approvazione della Costituzione del dicembre 1947 con solo 62 no. I dati parlano da soli”.
È partito da lontano il professore Ielpo. Dal 2 giugno 1946, giorno del Referendum su repubblica o monarchia. Allora iniziarono i lavori della Assemblea Costituente e terminarono il 22 dicembre1947 con l’approvazione definitiva della Carta Costituzionale che entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Ha parlato diffusamente del lavoro lungo, difficile e continuo che vide impegnati i costituenti in un confronto anche aspro fra le varie parti politiche emerse dal Comitato di Liberazione Nazionale, ma sempre orientato a preservare l’unità nazionale al di sopra di ogni altra questione di carattere ideologico o programmatico. Ha spiegato come la Commissione dei 75 costituenti si organizzò in tre sotto-commissioni con compiti diversi: la prima sui rapporti politici, la seconda sull’organizzazione dello Stato, la terza sui principi e i valori. Ha raccontato bene come in quei lavori si affermarono le forti personalità politiche di La Pira, Dossetti, Moro portatori dei valori del cristianesimo sociale e della dottrina sociale della chiesa; i contributi alti di De Gasperi, Togliatti e Calamandrei.
Nel descrivere i valori e i principi della Costituzione ha citato Aldo Moro “ Non possiamo prescindere da quello che è stato il fascismo nel nostro paese: un movimento storico che nella sua negatività ha travolto la coscienza e le istituzioni. Non possiamo dimenticare quello che è stato, perché questa costituzione oggi emerge da quella resistenza, da quella lotta, da quella negazione, per le quali ci siamo trovati insieme nel fronte della resistenza e della guerra rivoluzionaria e ora ci troviamo insieme per l’affermazione dei valori supremi della dignità umana e della vita sociale. Guai a noi, se per una malintesa preoccupazione di serbare pura la nostra Costituzione da una infiltrazione di motivi partigiani, dimenticassimo questa sostanza comune che ci unisce”.
Ha fatto volare alto il professore, quando ha ricordato le parole di Piero Calamandrei nei discorso rivolto agli studenti del Liceo Parini di Milano “Se voi volete andare in pellegrinaggio dove è nata la nostra Costituzione andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la liberà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
Appassionate e autorevoli citazioni che hanno avuto il gradimento e suscitato il piacere dei partecipanti e hanno reso attenta la riflessione.
L’ultima citazione fatta dal professore Ielpo è riferita alla drammatica situazione sociale del dopoguerra. In quel tempo erano tantissimi i problemi da avviare a soluzione, l’esigenza di creare lavoro era l’impegno primario delle forze politiche. In quella situazione era sicuramente difficile far accettare ai costituenti l’idea che la Carta Costituzionale dovesse avere anche valore programmatico, per indicare al futuro legislatore ordinario la strada da percorrere nella realizzazione delle future riforme. Fu allora che Togliatti, per convincere i costituenti che questa era la strada giusta da tracciare, citò i versi di Dante, Canto XXII del Purgatorio, “…Come quei che va di notte, che porta il lume dietro, a sè non giova ma dopo sè fa le persone dotte”.
Idee che hanno fatto la storia della Repubblica e sulle quali si è costruita la Carta Costituzionale che, nei suoi articoli, “allinea sullo stesso piano giuridico, cioè con uguale formalità e dignità, principi inerenti alla natura e alla dignità della persona umana e norme costitutive della organizzazione politica”.
La riforma approvata recentemente modifica anche i principi e i valori della Costituzione fino ad eroderla nelle fondamenta. Ma qui il dibattito è aperto ed è rimandato, sempre con il professore, all’indomani del 10 aprile.
Filippo Pugliese
Presidenza Nazionale Centro Turistico Acli
SULLA STRADA DEI RE CON LAWRENCE D’ARABIA
Appunti di viaggio
Amman grande capitale del Medioriente, un milione e cinquecentomila abitanti, forti radici nell’Islam e tante aperture alla nuova urbanistica occidentale.
Città interessante per le strutture moderne del suo centro direzionale e finanziario di prim’ordine che pure conservano elementi della tradizione. Palazzi alti e meno alti, sempre bianchi e tutti con la facciata rivolta verso La Mecca.
Un cantiere in attività, segno di una capacità commerciale ed economica in contrasto con il resto della città antica, la Medina, dove le case tutte bianche, sempre bianche, fatte con la pietra delle vicine miniere di Re Salomone, lasciano spazio ai molti minareti svettanti verso il cielo a segnare un’attenzione di fede e l’osservanza per le tradizionali preghiere.
Il Muezzin si affaccia cinque volte al giorno e la sua voce, per noi sempre suggestiva, ricorda ai fedeli che “Allah -u- Akbar” Allah è grande.
Imponente e suggestiva è la moschea di Hussein, tutta bianca con le cupole verdi, voluta da Re Hussein, illuminato e lungimirante sovrano molto amato dal suo popolo.
La casa di Allah è aperta a tutti. Al musulmano che ogni venerdì va per ascoltare il sermone dell’imam, per pregare e per riposarsi, per trovare un po’ di fresco alla calura dell’estate. È aperta anche alle donne, purchè in orari non frequentati dagli uomini. Anche a chi non è di fede islamica, purchè sia obbediente alla raccomandazione di entrare scalzo e coperto. Più rigore è richiesto alle donne occidentali con l’obbligo di indossare un kaftano nero, lungo fino ai piedi e con un cappuccio calato fino agli occhi.
All’esterno, le fontane per le piccole e le grandi abluzioni stanno a rinnovare il rito della purificazione, nato mille e mille anni fa quando occorreva educare il viandante proveniente dai lunghissimi viaggi nel deserto a togliersi di dosso polvere, sabbia, sporcizia e impurità prima di entrare nella casa di Allah e incontrare altri fedeli. E’ l’educazione alla vita civile e ai precetti religiosi, contenuta nel Corano: punto di incontro della legge civile e della legge religiosa.
Il ventre molle della città ti prende per il suo fascino mediorientale: il souk pieno di luci e colori, bancarelle di spezie, di mercanzie di ogni genere esposte in apparente disordine e capaci di indicare che lì è la merce da comprare, lì è il medioriente.
Lo percorri timoroso di incontri preoccupanti, dimostrando in questo tutto il pregiudizio occidentale e dimenticando che ogni mondo è paese, che ogni città di sera presenta i suoi rischi e i suoi pericoli. Invece l’attenzione, la cordialità e la capacità ospitale di questa gente ti sorprendono ad ogni passo. Percepisci finanche gli odori e gli umori della gente che invita a contrattare “souvenir souvenir”, guardandoti con curiosità, ma con rispetto, e dicendoti che è ormai tempo che ad Amman tornino gli italiani, perché negli ultimi tempi sono venuti solo gli spagnoli.
La curiosità tutta occidentale ti porta a voler capire come vesta la donna giordana: la incontri con il chador, con il kaftano nero e lungo fino ai piedi e che lascia scoperte solo le mani e gli occhi, ma anche con jeans e aderenti camicette, portate con disinvoltura, che danno la misura di una crescente emancipazione femminile.
In quanto agli uomini, i colori della kefia indicano che esiste una distinzione tra gli arabi: giordani, palestinesi, sauditi. Quella bianca e rossa è dei giordani, quella bianca e nera (oh!…Arafat) è dei palestinesi, quella tutta bianca è dei sauditi. Sono distinzioni che coincidono anche con l’appartenenza alle differenti classi sociali: la più umile resta, da sempre, quella palestinese, una volta numerosa in questo paese prima del tragico settembre nero.
E le idee? Quelle restano ancora vestite dai fondamenti dell’islamismo e lentamente, ma gradualmente, si aprono alla modernità.
L’itinerario è Monte Nebo, il Wadi Mujib, Madaba, la leggendaria e mitica Petra, Aquaba, il Wadi Rum.
Ya Allah! (andiamo!) E’ un paese affascinante la Giordania!
Il Wadi Mujib è la valle dove ha inizio il deserto: contrafforti montuosi, una terra incredibilmente arida ma suggestiva. La leggenda vuole che questa sia la valle dove il diavolo tentò Gesù.
Dune di sabbia rossa, vallate aspre e, in fondo, l’Arabia Saudita, il deserto, La Mecca. E’ da lì che spira il Ghibli, il vento del deserto. In arabo La Mecca si dice Gibily da ciò il nome del vento che soffia impetuoso in questa valle dove a perdita d’occhio non trovi traccia umana.
E’ una suggestione unica! Capisci, allora, come il nulla possa anche affascinarti.
E’ un paese che dà forte emozioni, come Petra: il sogno scavato nella roccia.
La città nabatea scavata nella roccia arenaria tanto friabile da poter essere scalfita con un dito. E’ per questo che duemila anni fa, qui, è stato possibile creare opere di straordinaria fattura: procedendo nello scavo dall’alto verso il basso sono stati costruiti templi, palazzi, colonne e capitelli, statue con straordinaria capacità di raffigurazione.
Ne è scaturita una città misteriosa, tenuta nascosta per mille anni al forestiero e scoperta, casualmente, solo cento anni fa da un europeo che aveva sentito parlare di questa mitica città di cui tutti sapevano ma che nessuno diceva. Che non sia nata propri qui l’Araba Fenice, che tutti sanno dov’è ma che nessuno dice?!
Per trovarla imparò l’arabo, studiò i costumi e le abitudini dei beduini, per anni si confuse tra loro e un giorno si avviò con una carovana, beduino tra i beduini percorrendo la strada che un tempo era la via dell’incenso. Fortuna volle che la carovana passasse per Petra e così poté scoprire questa meraviglia degli occhi.
Una città che era condivisa dai vivi e dai morti, tombe per il culto dei morti ma anche case per la vita quotidiana, palazzi, facciate splendidamente ornate. I romani poi vi sovrapposero le loro architetture: il foro, il teatro costruito su quello nabateo.
Città dei nabatei, posta non lontano dal mare dove arrivava la via dell’incenso e delle spezie, arricchitasi con gli esosi pedaggi pretesi dalle carovane di passaggio, fino alla sua decadenza nell’anno 104 d.c..
E’ indescrivibile l’emozione che si prova arrivando da una gola strettissima e profonda, il Sik, scavata dall’acqua e dal vento tra pareti di roccia arenaria dai cento colori.
Dopo aver camminato per un chilometro in questa fenditura stretta da pareti altissime, all’improvviso, intravedi i tratti del Tempio del Tesoro, forse il più bello.
Più vai avanti più la vena si apre e più scopri la bellezza e lo splendore di questo tempio dai colori rosa, rosso, ocra, arancio, secondo le tonalità che la luce del giorno decide di donargli: il tempio si erge su uno scalone e si slancia con poderose colonne e architravi, capitelli raffinati e magnificamente conservati nel tempo.
Resti senza parole e, senza esagerare, con la pelle d’oca. Ti riprendi dall’emozione cercando l’ombra di un costone e, allora, realizzi che Indiana Jones non poteva che venire qui “alla ricerca dell’Arca perduta”.
E’ un’emozione che vorresti ripetere. Più volte torni a percorrere questa gola e a rivedere l’apparire del Tempio del Tesoro: ma non è mai come la prima volta.
E’ un tempio che appare. Petra è una città che ha proprio la magia dell’apparire improvvisamente, in uno scenario di montagne tanto aspre e fitte che non riesci a scorgere le valli e i canyon, i Wadi, che esse pure contengono. Da lontano vedi solo monti e, in cima a uno di questi, un punto di un bianco illuminante: la tomba di Aronne!
Hibrahim, padre di tutte le guide, si lascia andare ad una appassionata descrizione del rito del matrimonio “le mariage”.
Parla dell’abitudine di presentare la sposa in giovanissima età alla famiglia dello sposo; di tutti gli accorgimenti per riuscire a capire se la sposa sia bella o brutta, avvenente o presentabile; di tutte le astuzie per scoprire se lo sposo possegga un patrimonio sufficiente a mantenere la famiglia che ne verrà.
Usanze e abitudini che, per molti tratti, richiamano quelle in uso fino a poco tempo fa – e in qualche caso ancora oggi – in alcuni paesi del nostro entroterra.
E’ appassionato Hibrahim, si diverte e fa divertire.
Sei fortunato se ti capita di poter assistere ad un matrimonio in un albergo della città. Gli sposi, elegantissimi, circondati da una gran folla di amici e parenti, vengono accompagnati fin sulla porta della loro stanza, al suono di flauti e tamburi e con quel battito ritmico delle mani che ho visto fare solo dagli arabi e dagli spagnoli-andalusi.
Da un altopiano scopri la bellissima valle di Shebak sovrastata da montagne lontane e vicine, solcate da profondi calanchi con ai piedi dune dai colori che vanno dal rosa al verde e al giallo. Somiglia moltissimo alla valle del fiume Cavone, ai calanchi di Aliano e Alianello, in Basilicata. E’ identica: montagne segnate da profondi calanchi, di un biancore giallastro che si produce in sfumature varie e diverse. Sembra davvero la valle del Terzo Cavone nel materano. Bellissima!
L’occhio si riempie di questa fantasmagoria, si lascia prendere dalla bellezza del posto e non riesci a distoglierlo.
La strada è la mitica Strada dei Re, la strada del deserto, che si diparte da Aquaba e arriva fino ad Amman e a Baghdad.
Percorsa da grandi tir pieni di mercanzie, da autocisterne che hanno portato il petrolio ad Aquaba, provenendo da Baghdad e aggirando così l’embargo ancora esistente nell’Iraq.
Parallela alla strada, la leggendaria ferrovia di Lawrence d’Arabia che da Damasco attraversa la Siria, tocca Amman e arriva al porto di Aquaba.
AD AQUABA!!! Era questo il grido di Lawrence d’Arabia quando, dopo l’assalto finalmente vittorioso al treno blindato dei turchi, si mise alla testa delle tribù arabe che era riuscito a mettere insieme – cosa unica e straordinaria – e puntò sul grosso dell’esercito turco, acquartierato nel porto di Aquaba, per sgominarlo definitivamente e scacciare l’odiato invasore.
AD AQUABA!!! Sembra di sentirlo ancora nel vento quel grido.
Sembra di rivedere il famoso film in cui Lawrence,con la jalabia e la kefia bianche dell’arabo saudita, in groppa ad un cammello e alla testa di vocianti schiere di beduini, marcia verso Aquaba. Sembra di rivedere il volto di Peter O’Toole – protagonista del film – pensoso per ciò che avrebbe potuto fare per il Commonwealth e che invece aveva fatto per le tribù arabe, preoccupato per la difficile decisione di puntare su Aquaba.
Il suo sogno era di portare gli arabi a fondare una nazione panaraba, ma questo restò solo un sogno.
Arabia, Kuwait, Iran, Iraq, Palestina, Giordania, Siria, Libano, Egitto parlano la medesima lingua araba, hanno la stessa cultura, e la medesima religione, identici usi e costumi, ma restano fortemente divisi fino a farsi guerra, come è gia successo tra Iran e Iraq, Giordani e Palestinesi, Iraq e Kuwait.
Hibrahim non parla molto di Aquaba e della storia di Lawrence d’Arabia, Sir Thomas Edward.
In verità è una storia tutta occidentale e un mito tutto europeo. Gli arabi vedono Lawrence come un estraneo e, ancora oggi, non comprendono per quale motivo e al servizio di quale interesse avesse posto la sua opera e la sua politica.
E’ ritenuto dagli arabi una spia dei turchi, proprio così, un agente segreto che coltivava interessi non favorevoli al mondo arabo, ma a quello occidentale. Ieri era sicuramente amato da pochi, oggi conosce l’indifferenza dei più.
Ya Allah, verso Aquaba.
Scorgi in lontananza, sotto montagne e spuntoni rocciosi contornati da dune di sabbia rossiccia, sparse, le tende nere dei beduini.
Recuperi nella memoria la sacralità della tenda, tutta la storia di Mosè, l’esodo della sua gente dall’Egitto, il passaggio del Mar Rosso e il viaggio per queste terre verso il monte Nebo, di fronte a Gerusalemme, detta in arabo Al Quds.
La tenda dei beduini, la casa di sempre! L’arabo non riesce a distaccarsi dalla sua tenda. Oggi non è raro vedere nella stessa città, accanto alla casa moderna in muratura, che il beduino è riuscito a costruirsi, anche la tradizionale tenda. L’arabo preferisce vivere lì i suoi momenti conviviali, gli incontri con i suoi amici e le feste familiari.
E’ fortissimo il contrasto fra il cielo fortemente azzurro, i colori di queste montagne, il blu intenso del Mar Rosso e la città di Aquaba tutta chiara e moderna. Più su c’è Eilat, israeliana, confinante con Aquaba. Chiude il golfo Taba, egiziana, con alle spalle il Sinai, le sue montagne e il suo deserto.
Aquaba è l’unico sbocco al mare che possiede la Giordania.
Qui Israele custodisce e controlla attentamente la sua porta sul Mar Rosso. Qui l’Egitto ha rivendicato, insieme al territorio del Sinai, la sua competenza territoriale sul Mar Rosso. E’ qui che i Sauditi dell’Arabia hanno mantenuto il loro passaggio per avvicinarsi al Mediterraneo.
Siamo nella terra di Re Edom, detto il rosso.
E’ qui che iniziò il viaggio di Mosè, dopo aver attraversato il Mar Rosso per arrivare in Palestina, la terra promessa.
Qui Mosè incontrò Edom che con un potente esercito gli impedì di passare. E allora Mosè, con gli uomini stanchi del lungo viaggio, aggirò l’ostacolo e proseguì verso nord, verso il monte Nebo e la terra promessa. Questo accadeva migliaia di anni fa qui, nella terra di Edom, che in arabo significa rosso e che ha dato il nome a questo mare: “mare di Edom, mar Rosso”.
Una piacevolissima sosta ad Aquaba serve a ristorarti con un buon bagno nel Mar Rosso, in uno stabilimento balneare di tutto rispetto, pulito, piacevole e organizzato. Un’ottima orata del Mar Rosso con varie salsine arabe – salsa di ceci, di melanzane, yogurt - e molta insalata verde, con un ottimo bicchiere di birra giordana, rigorosamente analcolica perché nei locali pubblici non si servono alcolici, e dopo riprendi a percorrere la Strada dei Re per deviare poi verso il Wadi Rum.
Il primo luogo importante che si trova oltre queste montagne è il Wadi Rum che per secoli ha costituito l’unico varco verso l’Arabia Saudita.
Lì attendono i beduini con le land rover per farti scorazzare sulle piste del deserto.
Ritrovi lo splendido paesaggio fatto da montagne di arenaria rossa, dalle dune che anticipano il deserto più assoluto dell’Arabia.
E’ difficile descrivere le sensazioni che produce il Wadi Rum, la Valle della Luna.
Nei miei numerosi viaggi difficilmente la natura è riuscita a darmi sensazioni ed emozioni come queste.
Vengono in mente le parole di Lawrence d’Arabia davanti a questi luoghi:”la nostra carovana si rese conto della propria piccolezza e diventò taciturna, timorosa e vergognosa di ostentare la propria meschinità alla presenza della meraviglia dei monti”.
La musica del film Lawrance d’Arabia introduce bene al Wadi Rum.
Si presenta con una roccia estesa e imponente, circondata da dune, solcata nei fianchi da calanchi che formano sette pilastri: una costruzione fatta dall’erosione del vento e della pioggia e che gli arabi chiamano i Sette Pilastri della Saggezza, per ricordare agli uomini che solo la grande saggezza della natura può aver concepito una costruzione così magnifica. Da qui il titolo del libro scritto da Lawrance d’Arabia.
Resti senza parole a fotografare e osservare, a pensare questo magnifico paesaggio che assomiglia solo alla Monument Valley, nello Utah.
Certo quella è più famosa per tutta la letteratura e i films che vi sono stati girati, ma questa è più naturale, di una bellezza selvaggia che ti prende e ti toglie le parole.
Oltre è il deserto, magnifico e straordinario, un tempo ricco di acqua, con la sabbia che si tinge di colori diversi, il rosso e l’ocra e l’indaco e il giallo dai riflessi verdi.
Percorri questa valle a bordo di scassate toyota che i beduini, padroni del deserto, guidano con estrema perizia e con grande incoscienza. Piste che solo loro conoscono, che tu non vedi e sicuramente farebbero insabbiare un autista come noi facendogli finire lì la sua marcia nel deserto. Guidano con perizia, ma i sobbalzi sono atroci su queste toyota. Il rischio per i maschietti è di uscirne con tonalità da voci bianche. Tutti con la jalabia e la kefia, comunque con un tratto arabo, sono felici di attraversare una valle che è un ingegno della natura.
Il mare di sabbia, le dune contornate da straordinarie montagne tinte dal sole, l’artista di sempre, con tonalità e colori differenti.
Ti avvicini ad un accampamento tendato di beduini ed intuisci, già da lontano, il loro modo di vivere.
Accanto alla tenda una canaletta porta l’acqua che un beduino è riuscito a trovare bucando la roccia. Sì, bucando la roccia! Proprio qui vicino, al Wadi Musa, Mosè fece zampillare l’acqua bucando la roccia con il bastone.
Piste rosse una volta battute da carovane che andavano lontano, portando mercanzie, spezie e quant’altro potesse essere necessario da scambiare con altri popoli. E con le spezie si scambiavano anche le idee.
Il deserto è una grande utilità, per chi lo conosce. Solo per chi lo conosce, però! E’ una via che serve ad abbreviare, e chi lo conosce sa di poter raggiungere la meta attraversandolo ed evitando così giri interminabili. Il deserto, per chi lo conosce, è utile a non farsi trovare e a viverci libero di spostarsi da un posto all’altro.
E’ proprio vero che esercita un fascino unico, incredibile: il fascino del nulla. Tu sai che lì c’è il nulla, ma sai anche che a percorrerlo riesci, comunque, a trovare ciò che cerchi, sia esso un luogo lontano come Timbuctu o una tenda beduina. Sai che puoi attraversarlo ed arrivare nel luogo che vuoi: forse un luogo dello spirito!
Tornano alla mente i mille films e la sterminata letteratura.
Ti ricordi, allora, che nella tua cultura prima di diventare un turista sei stato esploratore, missionario, antropologo, avventuriero, …colonizzatore.
Appare quello che sembra un quadro classico: sotto l’ombra di una roccia, l’unico albero di pistacchio che si incontra in tutto il tragitto e, vicino, il cammello, il cammelliere le sue capre.
Sui piedi sabbia rossa. Hibrahim spiega l’uso che ne fanno i beduini cospargendosi il viso di sabbia impastata con l’acqua: è un belletto. Truccarsi, farsi belli con ciò che la natura di questi luoghi può offrire: la sabbia, il sole e le rare e preziose vene d’acqua.
Dopo aver visto dei graffiti nella roccia, che riportano alla notte dei tempi, quando gli uomini segnavano con la scrittura il loro paesaggio, ti accorgi che il sole comincia ad abbassarsi sulle montagne e ti prepari ad un’ora dolce e misteriosa: il tramonto.
Ti arrampichi – incredibilmente senza fatica – su una roccia e attendi che il sole si nasconda dietro ai monti.
Sembra che il sole si sposi con queste montagne, scendendo lentamente e cangiando in sfumature diverse, mentre i raggi creano uno scenario straordinario che sollecita grandi pensieri. E’ il punto di incontro tra natura allo stato puro e pensiero: nostalgie, sentimenti, immagini, emozioni.
Impossibile staccarsi da questa roccia con un tramonto così: e’ bellissimo!
Ti genera dolcezza, ti fa sentire in pace con il mondo e ti porta lontano nel tempo. Staccarsi è impossibile, andar via non è facile. Vorresti fermare il tempo, sospenderlo.
Hibrahim intona la preghiera del Muezzin: è un lamento deciso, forte, che esprime le lodi ad Allah.
Allah -u- Akbar, Allah è grande. Ed è davvero grande il buon Dio che ha creato tanta meraviglia.

Filippo Pugliese

21 aprile 2006

INCONTRO CTA CENTRO SUD a NAPOLI
29 – 30 aprile 2006

SEDE DELL’INCONTRO:
Hotel LES CHEMINEE’ * * * *
Via della Stadera 91 80143 NAPOLI

PROGRAMMA:
29 aprile -in mattinata arrivo dei partecipanti
-pranzo in albergo
-dalle ore 15.00 alle ore 18.30 incontro di lavoro
su: sviluppo associativo,nuove leggi sul turismo,5 x 1.000,
Festamare 2006, Pellegrinaggio in Turchia
-Ore 20,30 Cena in ristorante
-Cena e pernottamento in albergo
30 aprile -Dopo la prima colazione visita della città in autopullman
-Pranzo
-Nel pomeriggio rientro nelle sedi
Posizione:
A pochi passi dal centro della città di Napoli la sua posizione risulta ideale da qualsiasi provenienza.
Come arrivare / Ubicazione
Dall'autostrada: seguire le indicazioni per la tangenziale e prendere l'uscita Corso Malta, da li dritto per 500 metri circa poi seguire la strada a destra verso il centro città; al semaforo girare a sinistra e percorrere circa 2 km. A sinistra troverete l'hotel.

12 aprile 2006

Graziano Sciarra è il nuovo presidente nazionale CTA

Il CENTRO TURISTICO ACLI HA UN NUOVO PRESIDENTE

Dopo le recenti dimissioni di ARRIGO DALFOVO, il Comitato Nazionale del
Centro Turistico ACLI, riunitosi a Roma il 5 Aprile , ha eletto , all’unanimità,
GRAZIANO SCIARRA, alla carica di Presidente Nazionale del CTA.
Sciarra milita nelle ACLI da più di 30 anni e ha ricoperto gli incarichi di Direttore
Generale di ENTOUR e Vice Presidente Nazionale del CTA.
E’ stata confermata l’intera presidenza nazionale CTA : Matteo Altavilla Vice
presidente , Pino Vitale Segretario Nazionale all’Organizzazione ed Eventi,
Filippo Pugliese, Angela Sessa, Rosanna Mattio, Luciano Gigola, Giovanni Battista
Brunati, membri di presidenza.
Un sincero ringraziamento a Dalfovo per il lavoro svolto, un augurio a Sciarra per
l’impegno assunto di rilanciare l’Associazione in vista del Congresso Nazionale CTA
del 2007.

07 marzo 2006

Turismo Sociale e Responsabilità d'impresa

VENERDI 31 MARZO 2006 ORE 9.30
c/o Hotel Santa Marta
Via Licola Patria, 28 Arco Felice – Pozzuoli (NA)

Numerose sono le esperienze che al giorno d’oggi hanno deciso di adottare politiche di maggiore attenzione all’impatto sociale e di assumersi la responsabilità di tutelare l'ambiente, adottando politiche e scelte gestionali, organizzative e tecnologiche che vadano ad incidere positivamente sulle loro capacità concorrenziali, sui risultati economico-finanziari e sulle ricadute sull’intero territorio di appartenenza. La Responsabilità Sociale è un importante strumento di governo, migliora le performance finanziarie, i processi di coesione interna, la gestione operativa; è una nuova via per il posizionamento dei prodotti e dei servizi offerti e per i cittadini e i consumatori è un valore aggiunto. In questo incontro intendiamo proporre alcuni spunti di riflessione e di discussione, momenti di incontro e di confronto, occasioni di scambio e dibattito per approfondire, analizzare, capire come superare i modelli di turismo consumistico permettendo una migliore conoscenza di se stessi e degli altri, rispettando l'ambiente e sviluppando una maggior attenzione all'interazione tra viaggiatori e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali favorendo l'integrazione e lo scambio tra tutte le realtà che lavorano per il rinnovamento delle relazioni economiche a livello locale come globale.


Programma

9.30 Benvenuto di S.E. Mons. Gennaro PASCARELLA Vescovo di Pozzuoli
Amoroso Giovanni Presidente Campi Flegrei Terzo Settore -
Moderatore

10.00 Baroni Marisa Presidente nazionale ETSI
Il turismo sociale, significato e prospettive

10.45 Petrillo Clara Ricercatore CNR-IRAT
Turismo e Ambiente: analisi,dati,flussi, orientamenti in
Campania e nei Campi Flegrei


Coffee break


11.15 Pino Vitale Coordinatore Regionale FITUS Campania -Federazione
Italiana Turismo Sociale-
Turismo Sociale e legislazione turistica in Campania…
lavori in corso

11.45 Escalona Francesco Regione Campania Responsabile PIT Campi Flegrei
Direttore Ente Parco.
Un itinerario archeologico e paesaggistico come motore
per lo sviluppo sostenibile dell’area flegrea

12.15 Mancusi Francesco Amministratore Azienda Autonoma cura e soggiorno e turismo.
Campi Flegrei, propspettive di sviluppo,linee programmatiche


Testimonianze e gesti concreti

CORREALE Claudio, ass. Lux in fabula
“Polis & Civitas”: percorsi tematici, la comprensione e la conoscenza dei nostri luoghi,che
permettono di riscoprire la fonte concreta ed emotiva della propria coscienza civile.

MATTERA Rosario, ass. Campi Flegrei a tavola
Presentazione manifestazione “Malazè: il gusto dell’azzurro”. Tutela e
Valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche locali.

03 marzo 2006

5 per mille


Carissimi,

vi presento la campagna del 5 x mille che,come sapete, interessa

le associazioni di promozione sociale e quindi anche il

Centro Turistico Acli.

E’ un banco di prova per dimostrare la capacità della nostra

associazione di integrarsi agevolmente nei grandi progetti sociali

del sistema ACLI.

Insieme avremo più capacità di realizzare importanti iniziative

formative e di innovazione.

Vi invito ad attivarvi rapidamente (visti i tempi brevi a

disposizione) e resto a vostra disposizione per qualsiasi

informazione.

Con amicizia.

15 febbraio 2006

Turismo Sociale nella legislazione turistica della Campania. Quale futuro?

Il giorno 20 febbraio 2006 alle ore 10,30 presso la Sala Consiliare "Rocca dei Rettori" di Benevento - presentazione del libro di Pino Vitale - Turismo Sociale -
Partecipano:
Mons.Pompilio Cristino Vic.Generale Curia di Benevento
On.Sandra Lonardo Mastella Presidente Consiglio Regionale Campania
On.Carmine Nardone Presidente Amministrazione Provinciale di Benevento
Puccio Corona Giornalista Tg Uno
Pasquale Orlando Direzione Nazionale Acli
Antonio Meola Pres. Provinciale Centro Turistico Acli
Domenico Masone Sindaco di Peitrelcina
Luigi D'Anna Pres. EPT di Benevento
Lucia Catalano Assessore Comune di Benevento

25 gennaio 2006

FORMAZIONE - MASTER

Il Corso di Master si propone di formare figure professionali dotate di competenze manageriali e conoscenze specialistiche in ambito turistico con l’intento di soddisfare la costante richiesta di esperti specialisti di piani di sviluppo turistico che,utilizzando il territorio come risorsa, siano in grado di operare in un settore emergente che richiede alta professionalità e sensibilità,per realizzare un turismo sociale sostenibile e solidale,di vasta accessibilità; consente ai partecipanti di progettare interventi di gestione ambientale e paesaggistica nella prospettiva della certificazione di qualità al servizio di imprese,di enti e dei diversi soggetti preposti alla tutela e alla conservazione dei beni,di promuovere forme di sviluppo locale sostenibile, di “migliorare” l’offerta turistica, di guidare l’imprenditorialità del settore,di offrire consulenze alle aziende (pubbliche e private),agli enti, alle associazioni. Contenuti del Master e organizzazione didattica Il programma del corso, articolato in sei moduli didattici per un totale di 800 ore pari a 60 CFU, prevede un’attività formativa in aula,seminari,discussione casi-studio,analisi di testimonianze di esperti,un periodo di tirocinio applicativo. Stage. Esame finale. Durata : 12 mesi - Inizio: mese di febbraio 2006 Ammissione Il Master, al quale si accede per selezioni per titoli e colloquio, è rivolto giovani laureati di tutte le discipline(laurea tradizionale o laurea triennale del vecchio ordinamento e laurea di primo livello del nuovo ordinamento) presso Università italiane ed estere. La frequenza è obbligatoria:a coloro che avranno frequentato almeno il 75% delle ore previste per l'intero Corso, verrà rilasciata Certificazione di frequenza universitaria. L'esame finale per il conferimento del titolo di Master universitario consiste nella valutazione complessiva della partecipazione al Corso e nella discussione pubblica della tesi Il Master si svolgerà presso le seguenti sedi: - Lenola (LT), c/o Centro Studi R. Ingrao, Loc Carduso SNC - Roma, Via Ridolfino Venuti n. 55 - Santa Vittoria in Matenano, c/o Palazzo Monti, Corso G. Matteotti - Quinto di Treviso, Via Roma n. 4 quota di iscrizione Euro 3600,00 Docente Responsabile del Master: Prof.ssa Giovanna Iasevoli Prof. Dario Andretta Segreterie: Orvieto TEL 0763.393150 FAX 0763.393150 Roma TEL 06.86391676 e-mail: info@lumuci.org - www.lumuci.org

01 gennaio 2006


Auguri di un 2006 ricco di pace

Io vulesse truva' pace
di Eduardo de Filippo
Io vulesse truvà pace;
ma na pace senza morte.
Una, mmieze'a tanta porte,
s'arapesse pè campà!

S'arapesse na matina,
na matin' 'e primavera,
e arrivasse fin' 'a sera
senza dì: "nzerràte llà!"


Senza sentere cchiù 'a ggente
ca te dice:"io faccio...,io dico",
senza sentere l'amico
ca te vene a cunziglià.
Senza senter' 'a famiglia
ca te dice: "Ma ch' 'e fatto?"
Senza scennere cchiù a patto
c' 'a cuscienza e 'a dignità.

Senza leggere 'o giurnale...
'a nutizia impressionante,
ch'è nu guaio pè tutte quante
e nun tiene che ce fà.


Senza sentere 'o duttore
ca te spiega a malatia...
'a ricett' in farmacia...
l'onorario ch' 'e 'a pavà.
Senza sentere stu core
ca te parla 'e Cuncettina,
Rita, Brigida, Nannina...
Chesta sì...Chell'ata no.

Pecchè, insomma, si vuò pace
e nun sentere cchiù niente,
'e 'a sperà ca sulamente
ven' 'a morte a te piglià?


Io vulesse truvà pace
ma na pace senza morte.
Una, mmiez' 'a tanta porte
s'arapesse pè campà!
S'arapesse na matina,
na matin' 'e primavera,
e arrivasse fin' 'a sera
senza dì: "nzerràte llà!"

30 dicembre 2005

Turismo Solidale

Progetto Acli/CTA per il Mozambico
Cari amici, il CTA Nazionale, insieme con alcuni CTA territoriali, sta sperimentando,
ormai con successo, un’opera di sensibilizzazione per il grande progetto formativo delle
ACLI in Mozambico.
Come CTA abbiamo un’opportunità in più : possiamo farci promotori più attenti e
incisivi di questa iniziativa. Ci permettiamo di suggerirvi alcuni spunti : durante i Vostri
numerosi viaggi (specie in autopullman) potreste sensibilizzare i Vostri soci per una
raccolta di fondi (offerta libera) da devolvere al progetto in questione.
Potreste anche sorteggiare tra i soci che aderiscono all’iniziativa un viaggio-soggiorno
premio o altre iniziative di carattere personale.
I fondi raccolti dovranno essere inviati con bonifico bancario al:
CTA Nazionale – CONTRIBUTO MOZAMBICO Via G. Marcora, 18/20 – 00153 Roma.
Banca IntesaC/C n. 22799/48ABI 3069CAB 5050.
Siamo certi che l’iniziativa ci contraddistinguerà ancora una volta nell’ambiente, qualche volta poco sensibile,
del turismo italiano.

09 dicembre 2005

Presentazione Libro "Turismo Sociale". Persona e comunità in un percorso di vita insieme tra storia e nuove strade.

ANCHE A CASERTA IL TURISMO SOCIALE IN PRIMA FILA
Continua il tour di presentazione del libro di Pino Vitale

Grande successo per il libro di Pino Vitale su “ Turismo sociale, persona e comunità in un percorso di vita insieme - Tra storia e nuove strade”, che si sta caratterizzando come la massima summa del turismo della persona aperto al sociale e all’innovazione.
Il giorno 14 dicembre alle ore 10.30 questo fortunato testo sarà presentato a Caserta presso il Centro dei Servizi Sociali e Culturali “Sant’Agostino”- Sala Conferenze largo San Sebastiano -

Saluti di Enzo Quintigliano Presidente Prov.le CTA e Aldo De Lellis Pres.te Prov.le Us Acli.

Con l’autore discuteranno il Vescovo di Caserta S.E. Mons. Raffaele Nogaro - Gianni Porcelli Rai Tre - Michele Farina Assessore Provinciale al Turismo - Vincenzo Ascione Assessore Comunale al Turismo - Pasquale Orlando Direzione Nazionale ACLI - Ettore Cucari Presidente EPT - Michele Zannini Presidente Provinciale ACLI- Enzo Lombardi Presidente Regionale Turismo di Confindustria - Mariano D’amore Università agli Studi Parthenope.

“ A volte le parole vengono usate a sproposito- afferma Pino Vitale- si dice turismo sociale e spesso si pensa al turismo di serie B, magari scomodo e penoso. Ho voluto scrivere questo libro per spiegare la bellezza e la originalità di un turismo di qualità capace di anticipare il futuro”.
Del resto il turismo cosiddetto normale è davvero in prognosi riservata e solo chi con passione ed entusiasmo saprà coinvolgere nuove fasce sociali potrà salvare il sistema Italia messo in crisi dalla concorrenza internazionale.
“ Non possiamo però- afferma Pino Vitale- lavorare da soli come associazionismo no profit, è necessaria una vera collaborazione istituzionale a partire dalla Regione Campania che oggi ha l’occasione di,legiferare in modo moderno per riconoscere e sostenere la vera spinta propulsiva del settore”.
A Caserta il tema è particolarmente sentito a causa della vocazione turistica della provincia che spazia dal mare ai monti, alle aree protette ai grandi giacimenti culturali ed artistici.
Appuntamento, quindi, con Pino Vitale e il turismo sociale del futuro.













Profit e non profit: nuove prospettive per il turismo sociale

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